I numeri della spending review: recuperati 30 miliardi. E può andar meglio

I numeri della spending review: recuperati 30 miliardi. E può andar meglio

"Qualcuno continuerà a dirlo, ma qualcun altro ci penserà due volte". Oltre il 90% della spesa corrente aggredibile è composta dal costo del personale e degli acquisti di beni e servizi. La misura ha prodotto nel triennio 2013-2016 una riduzione degli organici della pubblica amministrazione, al netto della scuola, di circa 84 mila unità. Durante la relazione, il titolare del Mef si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa nel sottolineare l'importante lavoro svolto dal commissario: "Mi auguro che dopo questa relazione leggerò un po' meno sulla stampa che in Italia la spending o non si è mai fatta o si è fatta male".

Proprio il nostro Paese, ha rivendicato con un certo orgoglio Pier Carlo Padoan, viene infatti regolarmente invitato a portare in Europa dati ed esempi concreti su come aggredire la spesa pubblica ed ottenere indispensabile "spazio fiscale" per altri obiettivi.

Sul fronte della Consip, nell'occhio del ciclone negli ultimi mesi, Gutgeld sottolinea come in questi due anni abbia "fatto passi avanti molto importanti".

"Faccio appello al governo in carica, e a quello che verrà, a non mollare la presa, ci vuole tempo per raggiungere i risultati", ha commentato Gutgeld, "noi abbiamo beneficiato di una stabilità di tre anni di governo". L'ammontare della spesa pubblica su cui si è concentrata la spending review è pari a 368 miliardi di euro nel 2016.

"Complessivamente, quindi, negli anni sono state sottoposte a revisione decisioni di spesa per un valore superiore a 100 miliardi di euro - aggiunge una nota del Tesoro - grazie alle quali è stato possibile ridurre specifiche aree di spesa e finanziare politiche a sostegno della crescita economica e delle fasce più fragili della popolazione".

La spending review "è un pezzo della riforma strutturale della pubblica amministrazione", incalza Padoan poi nel corso del suo intervendo, rivendicando in conclusione "la grandissima professionalità e qualità del personale della pubblica amministrazione in tutte sue ramificazioni, che permette alle riforme di tradursi in fatti e comportamenti".

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è intervenuto alla relazione annuale della spending review annunciando l'arrivo di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri con nuove regole del Bilancio per consentire soprattutto ai Ministeri di poter programmare meglio le spese.