G7 Ambiente, la dichiarazione finale. Clima, Usa non firmano

G7 Ambiente, la dichiarazione finale. Clima, Usa non firmano

L'amministratore dell'EPA Scott Pruitt ha partecipato solo per poche ore al summit che ha fatto del capoluogo emiliano-romagnolo per due giorni la capitale della difesa dell'ambiente: ha lasciato a una sua funzionaria chiudere con il "distinguo" americano sugli Accordi di Parigi contro il cambiamento climatico rinnegato da Donald Trump. "I cambiamenti climatici, la gestione efficiente delle risorse, l'inquinamento marino impongono un'azienda immediata e coordinata, al fine di favorire la transizione a un sistema economico sostenibile e a una maggiore qualità ambientale per le future generazioni".

Cala il sipario sul vertice dei ministri dell'Ambiente dei sette paesi più industrializzati, e la dichiarazione finale al termine dei lavori dell'11 e 12 giugno è stata adottata all'unanimità.

Il G7 dell'ambiente a Bologna si avvia alla sua conclusione e sono già in tanti a parlare di flop.

Nel corso della settimana che ha anticipato il documento finale, ha occupato un ruolo di rilievo la rassegna #All4TheGreen organizzata da Connect4Climate e, come prevedeva l'agenda, si è parlato dell'importanza dell'economia circolare. Ma questo bilancio negativo non è condiviso dal nostro ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. "Di conseguenza, noi gli Stati Uniti non aderiamo a queste sezioni del comunicato sul clima e le banche multilaterali di sviluppo, agendo così rispetto al nostro recente annuncio di ritirarci e cessare immediatamente l'attuazione dell'Accordo di Parigi e gli impegni finanziari associati". I temi su cui abbiamo trovato accordosono: "finanza sostenibile, economia circolare, efficienza delle risorse, rifiuti marini, impegno per l'Africa". "Con gli Usa ci auguriamo di poter portare avanti un dialogo costruttivo". "Ci siamo adoperati per costruire ponti, non per erigere dei muri", sottolinea Galletti.

La scusa del capo dell'Agenzia per la protezione ambientale USA per filarsela alla chetichella è una riunione di gabinetto a Washington questa mattina, la prima con tutti i consiglieri del presidente da quando si è insediato. Giusto il tempo per ribadire le loro profonde divergenze con gli altri partecipanti e l'Unione europea sull'Accordo di Parigi. "Come ha detto Juncker, il pianeta continuerà ad essere la nostra priorità".

I "pandini" del WWF, in nome dell'iniziativa "Save the Climate, Save the Humans", hanno denunciato l'emergenza planetaria dei cambiamenti climatici e l'urgenza di intervento: il G7 deve essere l'occasione per dare concretezza alle decisioni prese sull'ambiente e sul clima e intensificare gli impegni assunti con gli accordi di Parigi. Ci sono, insomma, ottime basi sia all'interno del processo multilaterale (ONU e in particolare UNFCCC, la Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico) che per il G20 che si terrà a luglio ad Amburgo, in Germania, nel quale la collaborazione con economie fortemente emergenti (Cina, India, ecc.) potrebbe accentuare l'isolamento USA, a meno di ripensamenti.