Fabio Fazio resta in Rai con annesso aumento di stipendio

Fabio Fazio resta in Rai con annesso aumento di stipendio

È, piuttosto, una cartina di tornasole della difficoltà dell'azienda.

Soddisfatto il direttore generale Orfeo sull'operazione Fazio: "Ringrazio il Cda perché la presenza e la valorizzazione di Fabio Fazio nel palinsesto della Rai è un passaggio importante per il consolidamento della leadership della tv pubblica e per il rilancio dell'attrattività innovativa dell'azienda". Fabio Fazio ci ha ripensato, dunque, non lascerà 'Mamma Rai', come aveva fatto intuire tempo fa. "Comunista con portafoglio destra2, come l'ha dipinto Roberto Fico, del M5S e presidente della commissione di Vigilanza della Rai". Perché in fin dei conti non è il Canone a finanziare Che tempo che fa: è la raccolta pubblicitaria. "O la Rai è servizio pubblico, e allora non deve competere". Sono sfide enormi. La Rai viene dalle dimissioni del direttore editoriale Verdelli e dalla bocciatura del suo progetto di riforma e, poi, dalle dimissioni del direttore generale Campo Dall'orto, e dalla medesima disavventura toccata in sorte alla sua proposta editoriale.

Cosa deciderà di fare Fazio? "Ora che è arrivato il suo compare Orfeo e gli aumentano lo stipendio - ha concluso - non vuole più scappare dalla Rai" dice ancora l'esponente grillino. Fazio, secondo indiscrezioni, sarà anche impegnato il lunedì sera, sempre su Raiuno (ma non si sa con quale format) mentre nel contratto è stata inserita una clausola che lo impegnerà anche per il prossimo Festival di Sanremo, ma non è chiaro in quale ruolo.

Tutta la nostra solidarietà - in incipit di questo articolo - va ai dipendenti Rai incaricati di preparare la presentazione dei palinsesti che si terrà a Milano mercoledì. Fabio Fazio, cioè, il rinnovo del suo contratto, il futuro che resta targato Rai: a prezzo oneroso -lontanissimo da tutti i tetti possibili, siamo in pratica sulla luna che guarda i tetti - quattro anni di esclusiva, 11,2 milioni di euro tutto compreso - annessi e connessi vari. Ma le cose non stanno così.

Il caso Fabio Fazio finisce davanti ai magistrati. Nel 2003 inizia il programma Che Tempo Che Fa che nasce come almanacco del giorno per poi evolversi sul modello americano alla Letterman.

"Ho fatto quello che dovevo -ha spiegato Anzaldi-". C'erano in trasmissione le opinioni autorevoli, ma c'erano pure le opinioni da bar; c'era una nuova mescolanza dei generi, non però per produrre quelle evidenze che nascano solo dal cozzo fra i linguaggi, ma per allestire una posticcia confusione teatrale. Per Anzaldi ora "è opportuno e urgente che la Corte dei Conti si occupi in maniera decisa di questa vicenda". Forse nemmeno lo stesso Fazio è conscio di questa logica.