Esuberi Ilva: sciopero dei lavoratori e sindacati al Mise

Esuberi Ilva: sciopero dei lavoratori e sindacati al Mise

Dal Mise arriva però una smentita sulla questioni esuberi: "Nessun lavoratore sarà licenziato e/o lasciato privo di protezione". "I margini ci sono e il governo lavora affinche' si amplino - ed ha concluso garantendo che - chiuso il percorso dell'aggiudicazione si aprira' il confronto tra le organizzazioni sindacali e l'azienda, in questo il governo non sara' spettatore". "Ambiente, salute e lavoro sono imprescindibili per il rilancio di Ilva e della provincia ionica già fortemente in crisi".

"Partiamo male - aggiunge Bentivogli - Il prezzo occupazionale che emerge dalle proposte di Am Investco e di AcciaItalia è troppo salato e sarebbe assolutamente inaccettabile per Taranto, Genova, Novi Ligure". Secondo i sindacati i piani industriali vanno dunque rinegoziati, tenendo finalmente conto anche delle condizioni di lavoro e ambientali per tutelare la salute degli operai. "L'acciaio è importante, una produzione di grande qualità nel sistema industriale 'Italia' ed ha bisogno della professionalità che i nostri lavoratori e le nostre lavoratrici sanno esprimere". "Ci sono molte carenze nel loro piano e dei tubifici, per esempio, che è un asset forte del siderurgico, oltre ad essere un'area ad elevata occupazione, non si parla". I lavoratori protestano contro l'ipotesi di cedere l'azienda a nuovi imprenditori - AminvestCo, gruppo composto da ArcelorMittal, Marcegaglia e Intesa San Paolo, o Accaitalia - con la previsione in entrambi i casi un massiccio piano di esuberi, dai 4.800 della prima sino ai 6.400 della seconda. Renzi: Pd segue da vicino "Seguiamo la vicenda con Teresa Bellanova, che ora è anche nella segreteria del Pd".

"Vista l'impossibilità di essere resi partecipi di una trattativa, presso il Mise, che vede i lavoratori dell'indotto come meri spettatori del proprio destino e la forte preoccupazione che tale situazione desta negli stessi lavoratori", Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti ritengono "non più rinviabili iniziative di carattere sindacale e, condividendo le ragioni dei lavoratori Ilva, indicono lo sciopero di 4 ore per il 1^ giugno con presidio dinanzi alla Portineria Direzione dello Stabilimento Ilva di Taranto dalle ore 11.00 alle ore 15.00". Soprattutto nei primi tre anni (6.400 esuberi). Lo ha detto l'arcivescovo di Taranto, mons.

"Desideriamo - ha aggiunto mons".