Esplosione Milano nel 2016: ergastolo per Pellicanò

Esplosione Milano nel 2016: ergastolo per Pellicanò

Aveva confessato che aveva aperto il gas ma di non volere uccidere, ma il suo gesto, il 12 giugno dell'anno scorso, aveva provocato una strage.

Con la sentenza con cui è stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, è stato anche dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale sulle due bambine, di 7 e 11 anni, che rimasero ferite gravemente a causa dello scoppio. La condanna è stata stabilità dal gup Chiara Valori nel processo con rito abbreviato.

Il giudice ha anche disposto provvisionali per circa 1 milione e 760 mila euro per la famiglia Masella: rispettivamente 350 mila euro a testa per i genitori della ex compagna, 160 mila euro per la sorella e 400 mila euro a ciascuna delle due figlie della coppia, rimaste gravemente ustionate nell'esplosione.

Provvisionali per circa 1,5 milioni di euro, invece, sono andate complessivamente ai familiari dei due fidanzati marchigiani. Il giudice non ha tenuto conto della perizia psichiatrica disposta dal Tribunale in fase di indagini che aveva accertato il "vizio parziale di mente" del pubblicitario che aveva ammesso di aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento mentre si trovava in uno stato di "euforia ebete" dovuto alla massiccia assunzione di psicofarmaci. Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro. Sarà poi un giudice civile a stabilire l'esatta entità dei risarcimenti da versare a favore delle parti civili.

La deflagrazione aveva provocato la morte della sua ex compagna Micaela Masella, della coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e il ferimento grave delle sue due bimbe. Così una dei familiari di Micaela Masella si è rivolta in lacrime agli avvocati Antonella Calcaterra e Franco Rossi Galante, subito dopo la lettura della sentenza.