Elezioni in Gran Bretagna: Conservatori perdono la maggioranza assoluta

Elezioni in Gran Bretagna: Conservatori perdono la maggioranza assoluta

Nel contempo la first minister di Edimburgo ha insistito che la vera sconfitta di queste elezioni a livello nazionale "è stata Theresa May".

Il punto è provare a prevedere le reazioni dei mercati, nonostante i cigni neri (o grigi, secondo gli specialisti) del 2016 - Brexit e Trump in testa - abbiano insegnato a non fidarsi eccessivamente degli scenari della vigilia. Il dato politico da sottolineare è quello della grande probabilità del cosiddetto "Hung Parliament", il Parlamento "appeso", senza una maggioranza di governo, dove la strada per eventuali accordi di coalizione è decisamente in salita: molto probabilmente si dovrà tornare, come nel quinquennio 2010-2015, a un governo di coalizione, sempre che un'alleanza risulti politicamente percorribile. "Guiderò il paese attraverso i cruciali negoziati per la Brexit che inizieranno fra dieci giorni e realizzerò la volontà del popolo britannico portando il Regno Unito fuori dall'Unione Europea", ha detto, promettendo una "Brexit di successo" con una "nuova partnership con l'Europa che garantisca una prosperità a lungo termine". Ma buona parte del suo gruppo parlamentare mal lo digerisce.

A spoglio delle schede ormai quasi completato, La May e i conservatori in lieve vantaggio rispetto ai Labour ma senza una maggioranza che le consenta di governare la Brexit.

Gli avversari del Labour guidati da Jeremy Corbyn hanno raggiunto invece quota 261 seggi: 29 in più. Pessimo il risultato dello Scottish National Party (Snp) di Nicola Sturgeon che avrebbe 34 deputati, perdendone ben 22. Sono orgoglioso di questo risultato. May, rieletta nel proprio collegio di Maidenhed, ha mostrato di voler andare avanti. E che, se non altro, è riuscito a occupare uno spazio centrale nella campagna (approfittando anche dei passi falsi dell'avversaria), a riempire le piazze come non si vedeva da decenni, a risvegliare dal torpore del malcontento sociale sacche di disillusi. Appena possibile la regina Elisabetta II chiederà alla persona che ha più chances di diventare premier di formare un governo. La May arrivava dopo il premier uscente David Cameron dopo il referendum su Brexit, che aveva visto la vittoria schiacciante della posizione da lui non sostenuta.

Decisivi i dieci seggi degli Unionisti Con un partito di maggioranza relativa May ha quindi già avviato contatti con gli Unionisti dell'Irlanda del Nord, il Dup, partito conservatore di protestanti che assicurerebbe i 10 seggi e darebbe la possibilità di creare un governo.