Elezioni Gran Bretagna 2017: Theresa May ha vinto

Elezioni Gran Bretagna 2017: Theresa May ha vinto

Ha sfidato le urne e sognava un plebiscito, Theresa May. Così Theresa May nel presentarsi alla Regina per formare un nuovo governo. Il Daily Mirror attacca il futuro governo come "una coalizione di matti", mentre il Sun fa un gioco di parola con la parola chips, patatine ma anche fiches al gioco: La May ha giocato le sue carte, è il titolo, accompagnato dalla ormai famigerata foto della premier che mangia patatine fritte da un cartoccio durante la campagna elettorale. E, se si vuole, anche un Berlusconi che è troppo furbo e smaliziato per offrire sostegno ai populisti. Resteranno al loro posto i ministri più importanti: agli Esteri, Boris Johnson, alla Difesa, Michael Fallon, alle Finanze, Philip Hammond, alla Brexit, David Davis e all'Interno, Amber Rudd.

Il parlamento precedente, è bene ricordarlo, era stato eletto quando i Conservatori erano guidati da Cameron, che ha poi chiesto il referendum sulla Brexit sperando che prevalesse il voto per rimanere nell'Unione; come tutti sanno i cittadini britannici hanno votato contro e Cameron si è dimesso. Che alla fin dei conti era il motivo per cui aveva sciolto il parlamento.

I conservatori hanno ottenuto 318 seggi rispetto ai 331 del 2015 e hanno così perso la maggioranza assoluta, mentre i laburisti di Jeremy Corbyn hanno vinto più poltrone parlamentari, arrivando molto vicini in percentuale ai rivali Tory.

1- Le formazioni populiste, prima fra tutte quella 5 stelle, stanno incontrando molte difficoltà. "Abbiamo cambiato la politica, in meglio" è stato il commento di Corbyn (nella foto in apertura) a poche ore dalla chiusura dei seggi.

R. - Il capo della Commissione europea per il negoziato sulla Brexit ha detto che è un voto che mostra che la Gran Bretagna non è a favore della Brexit. L'accordo con i nord irlandesi, secondo molti osservatori, potrebbe destabilizzare e rimettere in discussione anche gli accordi di pace sull'Irlanda del Nord del 1998.

In campagna elettorale May ha promesso il muso duro con l'Europa, ma per i deputati nordirlandesi il primo problema è il confine con l'Eire, che è parte dell'Ue. "Spazio a un governo che rappresenta tutti". Ci sono questioni sociali e geografiche mai del tutto risolte, e queste elezioni hanno visto un radicalizzarsi delle posizioni.

Il grafico in basso mostra i seggi assegnati alle 4,30 della notte scorsa, quando mancavano poco più di 100 seggi alla conclusione dello scrutinio. I Tory strappano la maggioranza relativa, ma perdono quella assoluta che invece la premier - convinta da media e soloni di establishment di avere di fronte un Corbyn perdente predestinato e "unelectable" (ineleggibile) - avrebbe voluto consolidare e di molto.

Due consiglieri della premier britannica Theresa May si sono dimessi. Di certo, al leader dei laburisti non aggrada il tentativo della conservatrice di restare aggrappata a un governo di minoranza, peraltro al fianco degli stessi unionisti apertamente dichiaratisi contrari a qualunque intesa con Corbyn. "La Gran Bretagna adesso ha bisogno di certezze e i conservatori sono gli unici che possono garantirle". "Appoggio Theresa May, andiamo avanti a lavorare".

Si vota dalle 7 alle 22 (i primi exit poll saranno annunciati dalla Bbc subito dopo, alle 23 italiane). Inoltre, in comune con Sanders c'è la capacità di coinvolgere nuovi elettori, che non votavano da tempo e ancora lo scontro con l'establishment del partito.

Un brodino, se si considera l'avanzata del Labour (cresciuto di un 9,5% e di 30 seggi), in un panorama di forte affluenza (68,7%, record dal 1997) nel quale, in termini di consenso nazionale, i due grandi partiti, o "le due tribù", come dice Laura Kuenssberg, notista politica della Bbc, sono tornati a polarizzare la scena, entrambi sopra la storica quota 40%.

E l'incognita terrorismo pesa come un macigno alla vigilia delle elezioni britanniche.