Elezioni Gb, colpo di scena: Tories senza maggioranza

Elezioni Gb, colpo di scena: Tories senza maggioranza

In un mese e mezzo il partito di Jeremy Corbyn ha recuperato circa 20 punti percentuali rispetto alle disastrose percentuali rilevate dai sondaggi quando Theresa May ha convocato le elezioni generali anticipate il 18 aprile. Nessun seggio invece per gli antieuropeisti dell'Ukip guidato da Paul Nuttal, il successore di Nigel Farage, che ha subito commentato: "Se l'exit poll è vero, allora Theresa May ha messo Brexit in pericolo". 34 i parlamentari per i nazionalisti scozzesi di Nicola Sturgeon e 14 per i liberaldemocratici di Tim Farron. Restano altri 22 seggi spartiti tra le formazioni Nordirlandesi e gallesi. I conservatori perdendo 17 seggi non arriverebbero infatti alla cifra di 326 seggi che servono per formare un governo (il totale e' di 650 seggi). Si andrebbe così verso l' "hung Parliament", scrive il Telegraph, ovvero il Parlamento senza una maggioranza. Mentre la cosiddetta "coalizione del caos", come l'ha definita Theresa May, potrebbe tentare lo stesso governo di minoranza coalizzandosi con Plaid Cymru, 3 seggi, i Verdi, 1 seggio, e SDLP, 3 seggi previsti. Non ne è valsa la pena, insomma, e lasciarsi conquistare dall'azzardo elettorale - elezioni anticipate con soltanto sei settimane di campagna - voluto a sorpresa dalla May, nota per la sua cautela calcolatrice, è stato in realtà un imbarazzo. L'unica coalizione in grado di ottenere la maggioranza potrebbe essere quella tra Tories e i Libdem, che hanno però già escluso un'alleanza con la May.

Se la situazione non dovesse risolversi in fretta a Londra, se non dovesse emergere un governo con un mandato sufficientemente forte per sostenere le negoziazioni con Bruxelles, appare alquanto probabile che si possa arrivare a marzo 2019 senza un accordo, e se i paesi coinvolti non saranno unanimemente d'accordo sull'estensione dei negoziati diventerebbe certa l'uscita senza accordo di un Regno Unito già gravemente in ginocchio in casa.

Al coro si aggiungono anche quei conservatori che si erano schierati per il Remain e adesso vogliono la testa del primo ministro, come l'ex cancelliere dello scacchiere Osborne, che dice "stanotte la hard Brexit è finita nel cestino della spazzatura". È questo, in estrema sintesi, il responso dei primi exit poll (effettuati su un campione corposo ma con oltre 70 seggi in bilico) diramati a chiusura delle urne in Gran Bretagna.

A questo punto, rimane da comprendere in che modo il nuovo governo riuscirà a formarsi.

La May stata criticata da più parti per il fatto che le forze dell'ordine si sono viste negli anni ridurre l'organico, necessario anche per contrastare la minaccia terroristica.

Infine, rivolto alla premier Theresa May, l'ha invitata a fare un passo indietro: "Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada".