Due Giugno, hanno sfilato in quattromila. Mattarella: il paese sia unito

Due Giugno, hanno sfilato in quattromila. Mattarella: il paese sia unito

Questa mattina il presidente della Repubblica ha deposto una corona d'alloro al Sacello del Milite Ignoto per ricordare tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato e ha partecipato alla Parata in via dei Fori Imperiali. Le manifestazioni per l'anniversario della fondazione della Repubblica, il cui motto è "Insieme per il paese", sono iniziate alle 9.15 con l'alzabandiera solenne all'Altare della Patria e l'omaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Milite Ignoto. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha lasciato il luogo della cerimonia a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, insieme al ministero della Difesa Roberto Pinotti, dopo aver ricevuto gli onori da parte di uno squadrone di corazzieri. Sfileranno in circa 4.000, tra militari e civili.

Il presidente della Repubblica ha sottolineato che "le azioni a difesa della legalità nelle attività economiche varranno anche a rafforzare la volontà di quegli imprenditori che, non rinunciando al loro futuro in Italia, contribuiscono alla ripresa economica e occupazionale del Paese". L'Inno nazionale, novità di quest'anno, cantato da Andrea Bocelli, che si è detto "fiero di partecipare". Nel palco anche il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, il sottosegretario Maria Elena Boschi e la Sindaca di Roma Virginia Raggi. Sulle scale del Vittoriano è stato ricevuto tra gli altri, dai presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e dal presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi.

"Dare alle future generazioni un'Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all'interno di quella comunità internazionale che abbiamo contribuito a edificare - ha continuato Mattarella -". I sindaci leghisti hanno dimenticato che si è sindaci di tutti, non solo di chi li ha eletti, e hanno dimenticato il valore anche educativo delle celebrazioni della Festa della Repubblica, nata dalla Resistenza e da un difficile referendum, quello del 2 giugno del 1946, appunto, contro la monarchia. La loro professionalità, la loro abnegazione, il modo costruttivo ed umano con cui hanno saputo interpretare i compiti quotidianamente svolti in Patria ed in tante regioni del mondo, non privi di rischi, sono alla base della stima e dell'affetto dai quali sono circondate. "Il loro impegno testimonia ancora una volta la dedizione delle Forze Armate al Paese e ai suoi cittadini, dei quali sono nobile espressione". "Ai soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado ed in modo speciale a quanti in questo giorno di festa sono impegnati nei teatri operativi - conclude il capo dello Stato -, giunga la gratitudine del popolo italiano e mia personale".