Dl manovra, ok da Camera semi-deserta con 218 sì, va al Senato

Dl manovra, ok da Camera semi-deserta con 218 sì, va al Senato

Il capogruppo Francesco Laforgia ha dato seguito alle minacce dei giorni scorsi sui voucher: "non vogliamo essere corresponsabili".

Con 218 voti favorevoli e 127 contrari, la Camera ha approvato la manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro. La fiducia era passata con 315 sì, 142 no e cinque astenuti. Gli ordini del giorno saranno votati giovedì mattina e poi si passerà al voto finale sul provvedimento, che a quel punto sarà trasmesso al Senato. Laforgia ha parlato di "vulnus", "strappo" con l'approvazione dell'emendamento del relatore che ha reintrodotto uno strumento per regolare il lavoro occasionale "uscito dalla porta e rientrato dalla finestra" e ha aggiunto di sperare in un correzione al Senato e, ha detto, "spero" che se questa correzione arriverà "non avvenga per ricucire il rapporto con noi ma per riannodare il filo che avete spezzato con il Paese".

Il decreto deve essere convertito in legge entro il 23 giugno, pena la decadenza.

"La mobilitazione della Cgil, che anche a Varese non si è mai interrotta, dimostra l'impegno di tutta l'organizzazione, soprattutto delle lavoratrici, dei lavoratori, dei delegati e degli attivisti dei pensionati che hanno contribuito alla riuscita di tutte le iniziative organizzate per affermare con la Carta dei Diritti Universali del Lavoro una più avanzata legislazione che potesse assicurare il rispetto, per tutti, dei diritti fondamentali e potesse liberare soprattutto i giovani dal ricatto dell'incertezza e della paura". Solo 350 deputati hanno partecipato alla votazione.