Di Maio: Raggi si dimetterà solo se condannata in primo grado

Di Maio: Raggi si dimetterà solo se condannata in primo grado

Luigi Di Maio difende la scelta dei Cinque Stelle di mettersi d'accordo con il Pd per decidere il nuovo testo.

Il vicepresidente della Camera non ha dubbi e anche nel caso della Raggi evidenzia: "Nel caso faremo ciò che il nostro codice etico stabilisce, ma sottolineo che la convocazione come testimone è solo una normale procedura e che tutti i cittadini se chiamati a testimoniare hanno il dovere di andare".

Per quanto riguarda la riforma elettorale "abbiamo sempre detto di essere pronti a votare leggi buone nel merito", ha ricordato Di Maio, "finora ci hanno sempre proposto leggi che hanno danneggiato il Paese". Sulla legge elettorale abbiamo risposto alla richiesta del capo dello Stato con profondo senso di responsabilità.

A voler pensare al programma da realizzare nei primi 100 giorni di governo, Di Maio sintetizza così: "La prima cosa che faremo sarà approvare il reddito di cittadinanza, le coperture le abbiamo già. Solo dopo il loro ok, abbiamo portato la proposta al Pd", spiega a Repubblica. In questo modo rimettiamo al centro il lavoro e facciamo ripartire i consumi. "In questo caso stiamo parlando di una firma sotto a un foglio e nel caso specifico è ovvio che si indaghi" ma le dimissioni per l'eventuale rinvio a giudizio, invece, "no". Più categorico sulla posizione degli esponenti del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. In caso di una sua partecipazione al voto online, appare scontata un'investitura plebiscitaria da parte del popolo pentastellato.

Per Di Battista da tempo si pensa al ruolo di vice Presidente, così da poter essere una sorta di portavoce ufficiale del governo soprattutto in televisione, medium dove il deputato ha dimostrato in questi anni di essere molto a suo agio.

Alfonso Bonafede poi sarebbe in pole per il ministero dell'Interno, così come Manlio Di Stefano per quello degli Esteri e Giulia Grillo per quello della Salute. Con chi vedrebbe più probabile un'alleanza dopo il voto?

Nella zona mista, contemporaneamente, un fitto scambio di biglietti da visita tra gli staff grillini (erano presenti anche i nuovi manager di Acea targati Casaleggio Stefano Donnarumma e Luca Lanzalone) e quelli degli altri soggetti presenti, tra i quali abbondavano quei lobbisti che per mesi lo stesso Di Maio ha additato come manovratori occulti di tutte le altre forze politiche e che ora non di rado lo chiamano per nome.