Corte dei Conti: "spending review non basta, debito troppo alto"

Corte dei Conti:

L'auspicio della magistratura contabile è quindi quello di "un'attenta gestione dei conti pubblici che garantisca il raggiungimento, in tempi certi, degli obiettivi programmati di saldo e di debito, scongiurando inverisioni di segno negativo delle aspettative dei mercati". Lo afferma il presidente di coordinamento delle sanzioni riunite della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nella relazione sul rendiconto generale.

"Spending review non ha prodotto risultati" - Se la lotta alla corruzione arranca, allo stesso modo le risorse pubbliche soffrono per la mancata attuazione della spending review, parola d'ordine di ogni esecutivo dell'ultima legislatura. Ma, avverte, anticipando iin qualche il messaggio al Parlamento e al Governo contenuto nella relazione sul Rendiconto dello Stato, "l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno, quando piuttosto una via obbligata da perseguire responsabilmente".

Oltre al debito pubblico, l'Italia però ha anche il problema della debolezza della crescita economica. "Il bilanciamento della politica economica e della gestione della finanza pubblica appare particolarmente complesso per l'Italia, dove il recupero della crescita del Pil, dopo la lunga crisi, appare ancora troppo modesto e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei".

Vengono praticamente bocciate le iniziative che sono state adottate per la spending review. A consuntivo, questo il giudizio della Corte, "le misure di riduzione, mentre sembrano aver salvaguardato l'operare di interventi a sostegno dei comparti produttivi, non hanno prodotto risultati di contenimento del livello complessivo della spesa". Resta, quindi, "ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può più, essere a carico del bilancio dello Stato, in un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese".Debito troppo elevato, fare più di quanto chiesto dall'UE. Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro.

Sul fronte degli acquisti si conferma "la centralità" della Consip nelle politiche di contenimento della spesa "anche se è emersa nel corso degli anni l'esigenza di una verifica dei risultati più rispondenti a dati reali".

Corruzione piaga devastante, misure insufficiente.

Occorre affrontare "il fenomeno della corruzione in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento".

Sul capitolo corruzione, nell'intervento del Pg della Corte, Claudio Galtieri, il magistrato denuncia in particolare i "rilevanti effetti distorsivi", le " irregolarità" e gli "illeciti penali" ancora frequentissimi "proprio nei settori in cui più alto è il livello della spesa".