Consip: Sessa indagato per depistaggio

Consip: Sessa indagato per depistaggio

Ancora una volta il Noe nel mirino della Procura di Roma che accusa il colonnello Alessandro Sessa, vice comandante del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, indagandolo con la pesante accusa di "depistaggio", per aver di fatto dichiarato circostanze inesatte quando venne sentito dai magistrati romani lo scorso maggio in veste di "persona informata sui fatti", reato che prevede una pena massima di 8 anni di carcere.

Sessa nel maggio scorso era stato stato sentito come testimone dai magistrati capitolini sia sull'operato del capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, sia in generale sulla fuga di notizie.

Quella frase, come riportavano correttamente i brogliacci delle intercettazioni, era stata invece pronunciata dall'ex deputato Italo Bocchino, collaboratore di Romeo, con riferimento all'ex presidente del Consiglio.

E' stato ascoltato dai pm anche il capitano del Noe, Giampaolo Scafarto, indagato per falso nell'ambito dell'inchiesta.

Sul piatto ci sarebbero gli errori commessi da Scarfato nel capitolo dell'informativa trasmessa ai magistrati napoletani ( e poi approdata a Roma per competenza territoriale) relativa al presunto interessamento di Tiziano Renzi e Carlo Russo nei riguardi dell'imprenditore campano Alfredo Romeo.

Al centro del fascicolo che ha portato, il primo marzo, all'arresto di Romeo è la gara Consip FM4, di 'facility management', ovvero servizi per la Pa, del valore di 2,7 miliardi, bandita dalla centrale acquisti della pubblica amministrazione nel 2014 e suddivisa in 18 lotti, alcuni dei quali puntava ad aggiudicarsi Romeo. Oggi bisognerebbe dare sfogo alla rabbia. All'improvviso scopri che nella vicenda Consip c'è un'indagine per depistaggio, reato particolarmente odioso, e ti verrebbe voglia di dire: ah, e adesso?

Ecco quindi che l'indagine per depistaggio, posto che le accuse vengano provate in tribunale e non cadano, rappresenta un punto a favore dell'accusa e non della difesa. Scafarto è accusato di falso materiale e falso ideologico perché "nella qualità di pubblico ufficiale - si legge negli atti - redigeva un'informativa nella quale, al fine di accreditare la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenenti ai servizi segreti ometteva scientemente informazioni ottenute a seguito di indagini esperite".

Proprio l'ex premier non ha rinunciato a sventolare il risvolto politico alla vicenda: "Lo so, lo so".