Consip, Augello (IDEA): dimissioni non fanno cadere nostra mozione

Consip, Augello (IDEA): dimissioni non fanno cadere nostra mozione

Di conseguenza, essendo formato da tre componenti (l'altro è l'amministratore delegato Luigi Marroni) decade l'intero board della società controllata dal ministero dell'Economia. Secondo indiscrezioni invece l'ad Marroni sarebbe deciso a non lasciare la guida della Centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, nonostante la decisione del presidente e della consigliera faccia decadere il consiglio di amministrazione. "Del resto Padoan ha respinto già due volte quelle di Marroni".

Nel frattempo, per domani in Senato è in programma la discussione sul caso Consip di due mozioni: una del gruppo di opposizione Idea (che chiede conto anche del ruolo del ministro dello sport Luca Lotti, indagato per rivelazione del segreto d'ufficio) e una del Pd, che chiede l'azzeramento del Cda di Consip. "Marroni se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato" con le dimissioni. Infine chiede la mozione "procedere a nuove nomine dei vertici della Consip, seguendo puntualmente e in modo trasparente, dandone conto al Parlamento, i criteri e gli indirizzi della direttiva a firma del Ministro Fabrizio Saccomanni del 24 giugno 2013 che ha rafforzato i requisiti di onorabilità e di professionalità richiesti agli amministratori e ha individuato le tappe di un processo trasparente ed oggettivo di valutazione di tali requisiti, preliminare alla designazione dei candidati da parte del Ministro, nell'ambito delle sue funzioni di indirizzo politico-amministrativo".

La mossa di via XX Settembre non è detto però che riesca a scongiurare il confronto parlamentare. Come ha spiegato il senatore del Pd, il renziano Andrea Marcucci, "Consip ha bisogno di una governance rinnovata, autorevole". Qui ha confermato la versione data fin dalla prima testimonianza, dicendo cioè di essere stato avvisato dell'esistenza di microspie messe nel suo ufficio dalla procura di Napoli dall'allora sottosegretario Luca Lotti (oggi ministro) e da altissimi ufficiali dei carabinieri.