Cervello: lo smog rallenterebbe le capacità cognitive dei bambini

Cervello: lo smog rallenterebbe le capacità cognitive dei bambini

Ad ampliare la galleria degli orrori organici connessa con gli agenti inquinanti si è da poco aggiunto un recente studio, condotto dai ricercatori facenti capo al Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, secondo il quale lo smog influirebbe in modo diretto e relativamente immediato sul cervello dei bambini, andando ad alterare le normali fasi di sviluppo e producendo una sorta di rallentamento cognitivo destinato a riverberarsi sull'apprendimento scolastico. Lo studio spagnolo ha preso come riferimento un campione di 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, sottoposto a dei test di valutazione delle capacità di stare attenti in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell'aria.

Secondo le conclusioni degli esperti, citate dal 'Daily Mail', i piccoli alunni che respirano i fumi tossici che si sprigionano nel traffico sulla strada verso la scuola fanno piu' fatica in aula, impiegano piu' tempo per rispondere alle domande e hanno piu' difficolta' a concentrarsi. In particolare, i risultati hanno rivelato che nei giorni in cui i fumi del traffico sono al massimo c'è stata una marcata riduzione della capacità dei bambini di concentrarsi sulle attività di problem-solving. Le emissioni in questione, sottolineano gli scienziati, contengono elementi "neurotossici" che possono danneggiare il cervello dei bambini. Un problema quello inquinamento atmosferico sempre più al centro del dibattito politico, soprattutto dopo l'annuncio del presidente Trump di uscire dall'accordo di Parigi sul clima, per contenere gli effetti dei cambiamenti climatici, "perché va contro gli interessi dell'America". E "l'inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo". Il nostro studio suggerisce che l'inquinamento provocato dal traffico influisca negativamente sulle prestazioni cognitive dei bambini in età scolare. I dati raccolti sono stati messi a confronto e, spiegano i ricercatori, dimostrano che ad alti livelli di diossido di azoto e carbonio elementare presenti nell'aria, corrispondevano ridotti livelli di attenzione.