Caso doping, sotto accusa Magnini: procura indaga ma gip smentisce

Caso doping, sotto accusa Magnini: procura indaga ma gip smentisce

Secondo quanto emerso dalle indagini e dai sequestri effettuati dai carabinieri del Nas di Ancona nel 2016, i prodotti dopanti (steroidi, corticoidi, ormoni della crescita, anabolizzanti, efedrine) provenivano per gran parte dalla Cina, ma anche da Gran Bretagna e Germania e venduti nonostante fossero in cattivo stato di conservazione, contraffatti o scaduti, all'insaputa degli acquirenti. Anche se, sia chiaro, non c'è prova che li abbia utilizzati. Queste fiale sarebbe state sequestrate nei locali degli ambulatori, delle Poste e dell'aeroporto di Milano-Malpensa.

L' indagine nasce e si sviluppa da una inchiesta su un traffico di sostanze dopanti precedente.

Insieme a Porcellini, già condannato nel 2015 per traffico di cocaina, è coinvolto come factotum procacciatore delle sostanze proibite anche un dirigente di rugby, Antonio Maria De Grandis. Il lavoro dei Pm ha stabilito inoltre che a novembre 2015 Magnini avrebbe presentato proprio al suo nutrizionista un altro nuotatore Michele Santucci. Il medico a questo punto - si legge sul quotidiano - "fornisce i dati bancari per un versamento su postepay".

In una successiva telefonata al dottore, Magnini - riferisce il Resto del Carlino nel dettagliato articolo a firma di Roberto Damiani- si preoccupa di chiarire che il suo amico "parlava di funghi ma non erano i funghi". Nell'aprile 2016 la Procura della Repubblica aveva chiesto una misura cautelare nei confronti di Porcellini, per commercio di sostanze anabolizzanti, medicinali guasti e imperfetti, e la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per De Grandis. Su alcuni flaconi c'era l'etichetta che indicava la somatropina, l'ormone della crescita, ma, dalle analisi, è risultato che il principio attivo era in realtà assente, pur contenendo altre molecole difficili da individuare, e che quindi il prodotto era contraffatto all'origine. "Tanto rumore. E ora Filippo Magnini deve affrontare una diversa battaglia, altroché gossip sugli sviluppi della crisi sentimentale con Federica Pellegrini: quella per salvaguardare l'immagine di campione pulito, e sempre in prima linea contro il doping (da anni è testimonial di I'm doping free"). Al massimo - secondo il Giorno - potrà essere sentito come testimone dell'accusa.