Cane ucciso e foto sui social, condannati a 16 mesi: pena sospesa

Cane ucciso e foto sui social, condannati a 16 mesi: pena sospesa

È la sentenza di condanna emessa nella tarda mattinata del giudice monocratico del Tribunale di Paola, Alfredo Cosenza, in merito alle torture e all'uccisione del cane Angelo nel giugno scorso perpetrate da quattro ragazzi di Sangineto e che poi avrebbero messo le immagini sui social network. Il gup ha, comunque, deciso per la sospensione della pena ma ha disposto che i quattro imputati svolgano attività di volontariato per sei mesi in un canile municipale.

I quattro imputati sono stati condannati al pagamento di 2.000 euro di risarcimento danni per ciascuna parte civile costituita, oltre alle spese legali pari ad 800 euro e accessori di legge. "L'Urlo di Angelo". Oggi il gruppo ha seguito da vicino l'udienza al tribunale di Paola, anche con aggiornamenti sulla propria bacheca.

Soddisfazione per la sentenza é stata espressa da Riccardo Manca, dell'associazione Animalisti italiani Onlus. "Per la prima volta viene applicata nel nostro Paese la pena massima per le sevizie e l'uccisione di animali". "Angelo di Sangineto ha unito tutti noi in un unico Urlo..." Sin da stamattina, in attesa della sentenza, l'Associazione animalisti italiana ha attuato un sit in davanti il palazzo di giustizia. Nonostante ciò non permetteremo che si dimentichi questa violenza, così esecrata ed efferata, ma soprattutto pericolosa a livello sociale, in quanto spesso chi è violento con gli animali è probabile che in futuro reiteri questi gesti violenti anche con le persone.

L'Associazione Animalisti Italiani Onlus nella scorsa udienza del 18 maggio è stata ufficialmente ammessa come parte civile. "Una bella notizia", ma serve "l'inasprimento delle pene previste per il maltrattamento e l'uccisione di animali", afferma il responsabile Diritti degli Animali dei Verdi Rinaldo Sidoli. Sarà necessario vigilare affinché essa venga svolta in modo serio e puntuale presso una struttura accreditata e che non sia invece considerata dagli uccisori di Angelo come una scappatoia. "A chi certificherà tale percorso essi devono poter dimostrare un reale e sincero ravvedimento".

Questa mattina decine di volontari di Animalisti Italiani, e di altre associazioni provenienti da tutta Italia, hanno manifestato davanti al Tribunale di Paola (CS) per esprimere il loro sdegno per questo aberrante avvenimento, chiedendo giustizia per il povero cane Angelo.