Calenda firma il decreto: Ilva ad ArcelorMittal-Marcegaglia

Calenda firma il decreto: Ilva ad ArcelorMittal-Marcegaglia

L'offerta di Am Investco Italy Srl, secondo quanto ha reso noto il ministero dello Sviluppo: il prezzo di acquisto è di 1,8 miliardi di euro, il canone di affitto annuo 180 milioni di euro.

Tutto il resto è noia, le firme del ministro di ieri sera, con i lavoratori che sfilano a Genova e Taranto e la triplice sindacale che chiede incontro e non l'ha.

Il nuovo piano, spiegavano dalla cordata "è un piano di sviluppo delle acciaierie Ilva con il fermo e impegnativo obiettivo di riportare al più presto la produzione dell'area a caldo ai suoi valori storici di circa 10 milioni di tonnellate".

L'offerta di Am Investco Italy S.r.l. prevede un'offerta economica di 1.800 milioni di euro, il mantenimento della produzione a 6 milioni di tonnellate, sostanzialmente in linea con l'attuale, fino al completamento del piano ambientale e il successivo ripristino dei volumi nel 2024 ai livelli ante-sequestro nei limiti dell'AIA vigente (8 milioni di tonnellate) mediante 3 altoforni. (51%), ArcelorMittal S.A. (34%) e Marcegaglia Carbon Steel S.p.A.

Cortei e manifestazioni a Genova e Novi Ligure (Alessandria) hanno scandito le ore che precedevano la decisione del Mise.

"Siamo felici che Am Investco, il consorzio con Marcegaglia e Banca Intesa Sanpaolo, sia stato scelto come un affidabile partner per Ilva", ha dichiarato il numero uno di ArceloMittal, Lakshmi N. Mittal, ricordando che il piano di rilancio predisposto per l'Ilva prevede "un significativo programma di investimenti" finalizzato al recupero di quote di mercato ed alla realizzazione del piano ambientale. Il decreto arriva dunque in uno scenario in ebollizione.

"All'interno di questo ambito - aggiunge Calenda - useremo tutti i margini previsti per conseguire i risultati migliori in termini occupazionali, ambientali e finanziari". Ma la coda del diavolo si cela sempre nei particolari... per cui. I quattro soci (Cdp, Arvedi, Jindal South West e Delfin) si sono trovati su posizioni differenti, da un lato Arvedi e Cdp non più intenzionati a proseguire nella gara, mentre Sajjan Jindal e Leonardo Del Vecchio si sono trovati ancora determinati a rilanciare e andare avanti.

All'aggiudicazione seguirà una fase di ulteriore trattativa fra i commissari e gli aggiudicatari che hanno già dato la loro disponibilità a migliorare l'offerta. Oggi hanno scritto una seconda lettera al ministro Carlo Calenda avvertendo che "solo l'offerta Acciaitalia consente un closing rapido" non avendo problemi di antitrust.