Bruciate vive nel camper a Centocelle, fermato un 20enne

Bruciate vive nel camper a Centocelle, fermato un 20enne

Il nomade accusato dell'omicidio delle tre sorelle era stato in passato arrestato dalla polizia per il furto della borsa della studentessa cinese Zhang Yao morta poco dopo essere stata investita da un treno mentre inseguiva i suoi scippatori lo scorso anno a Roma.

Roma, svolta nelle indagini per trovare il colpevole del rogo che il 10 maggio scorso ha portato alla morte delle tre sorelline Rom a Centocelle. Il provvedimento di fermo era stato emesso dal pm della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Sin dai primi esiti dell'attività di indagine, basata tra l'altro su testimonianze e sull'analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell'area interessata, è emerso che quanto accaduto era legato a problematiche esistenti tra due nuclei familiari, maturate all'interno del campo nomadi di via Salviati. Infatti, l'omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra i citati nuclei familiari. Si è accertato inoltre che pochi giorni prima la famiglia Halilovic aveva repentinamente abbandonato il campo nomadi di via Salviati, proprio in seguito alla degenerazione dei rapporti con gli altri. Il 20enne fermato "aveva nella disponibilità un furgone con le stesse caratteristiche di quello presente sulla scena del delitto ed utilizzato dagli autori del rogo", spiega la Questura.

Che il cerchio si stava stringendo attorno ai due sospettati per la morte di Elisabeth, Angelica e Francesca Halilovic si era capito quando due sospettati erano stati iscritti ufficialmente nel registro degli indagati. La donna, costantemente e discretamente tenuta d'occhio dai poliziotti, ieri sera si è imbarcata su un traghetto per Genova da dove, questa mattina, è partita in treno per Torino, dove vivono alcuni parenti della famiglia Seferovic. È accusato di omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d'arma da guerra e incendio doloso.

All'atto del fermo il Seferovic non ha opposto resistenza.