Brexit, oggi a Bruxelles avvio formale dei negoziati

Brexit, oggi a Bruxelles avvio formale dei negoziati

La Brexit prende il via. La terza riguarda i confini: l'Irlanda resterà in Europa: si restaureranno i confini per cui Gran Bretagna e Irlanda hanno combattuto per secoli? Si tratta di una fase davvero delicata e i motivi sono diversi. E bisogna che ognuno si assuma le sue responsabilità. Ma andiamo per gradi.

Iniziano ufficialmente oggi, lunedì 19 giugno, le trattative tra Londra e Bruxelles, volte a concretizzare lo scenario Brexit.

Oggi si terrà solo un primo round di negoziati per il divorzio. Le sue tre priorità sono la garanzia dei diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito, il pagamento da parte dei britannici di tutti gli impegni economici presi nel bilancio europeo 2014-2020, la sicurezza che la frontiera resti aperta fra Irlanda e Irlanda del Nord. Le elezioni anticipate, che la May aveva voluto per rafforzarsi, l'hanno invece indebolita a tal punto che quella di Davies appariva come una missione impossibile. Il governo di Londra, infatti, è tutto fuorché saldo.

Ma cosa dice la norma contenuta nell'articolo 50? Difficile stabilirlo con certezza, dal momento che non esiste una definizione rigorosa dei termini. Ma Davis avverte che la questione della partnership futura fa parte del negoziato, ribadendo anche che il Regno Unito "lascerà il mercato unico e l'unione doganale". L'Unione di fronte a queste pretese non ci sta, e mette in cima alla lista delle priorità la tutela dei diritti dei cittadini europei che studiano, lavorano e vivono nel Regno Unito.

Ci sarà una crisi finanziaria nel 2017? "Noi vogliamo raggiungere un quadro complessivo sulla separazione entro il 2018 per poi avviare la trattativa per quelle che saranno le relazioni tra Regno Unito e Unione europea dopo la separazione".

Per molte banche d'investimento, Londra è la prima più grande sede o, al massimo, la seconda. Ma da Londra rispondono picche anche perché uno dei cavalli di battaglia della propaganda Brexit sono stati proprio i risparmi delle casse pubbliche.

Goldman Sachs, banca d'affari di Wall Street, tra le altre, sarebbe pronta a volare a Francoforte, trasferendo sul continente mille dipendenti. "Se supporterà la crescita, consentirà alle aziende di assumere di più, con conseguenze positive sulla qualità di vita" si legge nella nota congiunta dei cinque gruppi che rappresentano centinaia di aziende e, indirettamente, milioni di lavoratori britannici. La società starebbe valutando l'apertura di nuovi uffici in tutta Europa.