Brexit ei Negoziati: Linea Morbida? Difficile a Dirsi

Brexit ei Negoziati: Linea Morbida? Difficile a Dirsi

Bruxelles, 19 giu. (askanews) - Sono ufficialmente iniziati nel palazzo Berlaymont, il quartier generale della Commissione europea a Bruxelles, i negoziati sul divorzio del Regno Unito dall'Ue.

Tutto questo non va a favore di una hard Brexit, come vuole la premier, ma potrebbe portare ad una soft Brexit, con un'accordo simile a quello in vigore tra l'Ue e la Norvegia.

La distinzione è lessicale, bensì molto sostanziale.

A questi tre punti principali se ne aggiungono altre decine più o meno importanti: i rapporti tra i Paesi dell'UE sono regolati da un numero altissimo di accordi che disciplinano nel dettaglio ogni aspetto politico, giuridico, commerciale, economico e sociale del vivere comune.

Davies, da parte sua, ha subito sottolineato di essere a Bruxelles "per cominciare la prossima fase del nostro lavoro per costruire un nuovo, profondo e speciale partenariato con l'Ue". Quest'ultima ipotesi è assai temuta dai mercati, in quanto segnerebbe un divorzio molto polemico con la UE e possibili tensioni durature tra le parti, anche e, soprattutto, sui temi economici. Sullo sfondo una Londra ferita da quattro attentati e un tragico incendio, cui si somma la sconfitta elettorale che ha indebolito Theresa May.

Stando all'ultimo sondaggio dell'istituto Survation, il 54% dei sudditi si Sua Maestà sarebbe ora favorevole a questa sorta di voto bis, escluso finora categoricamente dalla premier Tory, Theresa May.

Non è facile prevedere cosa accadrà durante i negoziati, anche perché è la prima volta che uno stato membro decide di lasciare l'Unione europea.

Sui diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, l'Europa chiede l'acquisizione della residenza permanente dopo un periodo continuativo di cinque anni di residenza legale e che i cittadini possano essere in grado di esercitare i loro diritti attraverso procedure amministrative semplici. I negozionati dovranno assicurare che sia l'Unione sia il Regno Unito rispettino gli obblighi.

Per molte banche d'investimento, Londra è la prima più grande sede o, al massimo, la seconda. La terza riguarda i confini: l'Irlanda resterà in Europa: si restaureranno i confini per cui Gran Bretagna e Irlanda hanno combattuto per secoli?