Brexit, al via i negoziati per divorzio tra Londra e Bruxelles

Brexit, al via i negoziati per divorzio tra Londra e Bruxelles

La Brexit prende il via. Un appuntamento che fa seguito al 'Leave' scelto il 23 giugno 2016 dalla maggioranza dei cittadini del Regno Unito. Si tratta di una fase davvero delicata e i motivi sono diversi. Trattative che vedono la controparte britannica in una posizione di maggiore debolezza, non solo a causa dell'effetto boomerang delle elezioni che la premier Theresa May ha voluto per rafforzare la sua posizione (che si è invece indebolita). Ma andiamo per gradi. Luogo del primo round: la sede della Commissione europea a Bruxelles. Il negoziatore capo dell'Ue, Michel Barnier e David Davis, ministro britannico per la Brexit guidano le squadre per i colloqui.

Entrambe le parti in causa non hanno grandi aspettative sui risultati di oggi: si tratta solo di un primo incontro interlocutorio.

Iniziano ufficialmente oggi, lunedì 19 giugno, le trattative tra Londra e Bruxelles, volte a concretizzare lo scenario Brexit. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. L'ipotesi di fare incetta di voti e di seggi per presentarsi con un mandato forte e galoppare verso l'Hard Brexit è naufragata clamorosamente. E quanto tempo durerà questo governo? Ma cosa significa tutto questo? Non esiste una sola Brexit ma più varianti: difficile credere che l'elettorato possegga gli strumenti per valutarne puntualmente costi e benefici. Ma Davis avverte che la questione della partnership futura fa parte del negoziato, ribadendo anche che il Regno Unito "lascerà il mercato unico e l'unione doganale". Infatti per l'Europa una chiusura alla libera circolazione delle persone comporterebbe automaticamente una chiusura al mercato unico.

Ci sarà una crisi finanziaria nel 2017? L'Unione di fronte a queste pretese non ci sta, e mette in cima alla lista delle priorità la tutela dei diritti dei cittadini europei che studiano, lavorano e vivono nel Regno Unito. Sul tavolo degli accordi negoziali anche il rispetto degli impegni presi da Londra nell'ambito del bilancio pluriennale 2014/2020. I negozionati dovranno assicurare che sia l'Unione sia il Regno Unito rispettino gli obblighi.