Bce: "Veneto Banca e Popolare Vicenza prossime a fallire". Via al salvataggio

Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane.

Associazione consumatori disposta a sborsare fino a cinque euro.

Roma, 23 giu. (askanews) - La Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca "saranno sottoposte alle procedure italiane di insolvenza".

Di fatto si stabiliranno anche le condizioni per la cessione delle attività buone dei due istituti a Banca Intesa, che consentirà la regolare apertura degli sportelli delle popolari venete lunedì mattina, senza alcuna discontinuità.

Le pubbliche finanze, dopo i lunghi sonni di Bankitalia e del ministro dell'Economia Padoan, dovranno ripianare le perdite, stimate in 12 mld di euro, farsi carico del fondo esuberi, che sarà ricapitalizzato con circa un miliardo; complessivamente, l'esborso per lo Stato sarà nell'ordine dei 10-12 miliardi, con un decreto fotocopia del 22 novembre 2015 che mise in mezzo ad una strada 130.000 famiglie delle 4 banche in risoluzione (Banca Etruria, Marche, CariChietk, Carife), ossia l'azzeramento del capitale e di circa 1,2 mld di bond subordinati, con la nomina dei consueti fiduciari di Bankitalia, i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti.

Fa impressione sentire le cronache dei giornali che Intesa abbia offerto simbolicamente un euro per comprare gli asset positivi delle banche venete, mentre quelli negativi, crediti deteriorati in particolare, saranno a carico dello Stato ( la stessa operazione da sciacalli fu fatta con il Banco di Napoli).
E da noi, come noto, le due banche venete.

"L'intervento di salvataggio si indirizza innanzitutto a favore dei correntisti e dei risparmiatori delle due banche, a favore di chi nelle banche lavora, più in generale a favore dell'economia del territorio, uno dei più importanti per il nostro sistema Paese, un'economia che soprattutto per piccole e medie imprese ha in queste banche un riferimento storicamente di grande rilievo".

"Assieme agli altri componenti della Commissione - sottolinea Vecchiato - ci siamo impegnati a esaminare con scrupolosità le domande degli azionisti più in difficoltà e a quantificare con criteri oggettivi gli indennizzi più opportuni". Intesa infatti ha chiesto al governo la copertura degli "oneri di integrazione e razionalizzazione" (come gli esuberi) e la "sterilizzazione" dei rischi (crediti deteriorati, titoli tossici e in sofferenza). Rientrano invece nel perimetro, il contributo delle partecipazioni in Banca Apulia e Banca Nuova, in Sec Servizi, in Servizi Bancari. Rimborso al 100% degli obbligazionisti retail e senior; risultato che va ben oltre quanto previsto dal BS ed ottenuto col contributo di banca Intesa.

L'approvazione del decreto per salvare le banche venete "è una decisione molto importante, molto urgente, e necessaria e io confido che questa decisione avrà in Parlamento il sostegno che merita, cioè il più ampio possibile", ha detto Gentiloni.