Bce lascia tassi invariati, conferma Qe ma esclude nuovo taglio

Bce lascia tassi invariati, conferma Qe ma esclude nuovo taglio

E' quanto ha dichiarato il numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi, introducendo una sola novità rispetto al direttivo dello scorso 27 aprile: i tassi "resteranno agli attuali livelli per un prolungato periodo di tempo" cioè escludendo ulteriori tagli del costo del denaro.

In un contesto di incertezza geopolitica la BCE ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, togliendo peraltro dalla Forward Guidance il riferimento alla possibilità di ridurli ulteriormente. Le parole di Mario Draghi sono rassicuranti quando interviene in conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo direttivo della Bce e guardano al futuro con ottimismo mentre dichiara inoltre che "l'insieme dei rischi" che gravano sull'economia europea "appaiono ora complessivamente bilanciati".

Secondo l'agenzia Bloomberg, che anticipa la bozza delle previsioni economiche di Francoforte, l'inflazione dovrebbe attestarsi attorno all'1,5% sia nel 2017 che nel 2018 e 2019, contro stime precedenti che davano rispettivamente 1,7%, 1,6% e 1,7%. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

Al contrario, le stime sull'inflazione nell'Eurozona sono stare riviste al ribasso euro: all'1,5% nel 2017, all'1,3% nel 2018 e all'1,6% nel 2019. "L'elemento chiave è resuscitare la crescita".

Un elemento cui la Bce sembra prestare crescente attenzione è l'evoluzione del mercato del lavoro e la mancata risalita dei salari. Ci siamo limitati a certificare che stava per fallire a causa di una crisi di liquidità determinata da una fuga dei depositi, ha spiegato il vicepresidente Vitor Constancio, il compito della risoluzione (compreso l'azzeramento del capitale e le perdite imposte ai detentori del debito subordinato, e la successiva cessione al Banco Santander) spettava per legge ad altri.

Incalzato su una domanda sulle conseguenze che la fine del Qe avrà per l'Italia, Draghi ha dichiarato: "I Paesi che hanno una posizione di bilancio debole, scarsa crescita e sono indietro con le riforme strutturali saranno colpiti con più forza da un aumento dei tassi".