Banche venete: Veneto Banca, tutelati risparmiatori, no effetti per clienti

E' stato deciso di "stanziare 5 dei 20 miliardi" del decreto salvarisparmio "all'intervento sulle banche venete e mi auguro che una gestione dei crediti deteriorati assennata ci consenta di recuperarli in tutto o in parte nei prossimi anni".

CDM SALVATAGGIO BANCHE VENETE: I DETTAGLI DEL DECRETO (ULTIME NOTIZIE, DOMENICA 25 GIUGNO) - Sono già state preparate tutte le misure straordinarie per il decreto di salvataggio per le Banche Venete, con il Consiglio dei Ministri che dovrebbe essere convocato a momenti e la Gazzetta Ufficiale che uscirà con un'edizione straordinaria domenicale con la pubblicazione del decreto. L'esborso immediato a favore di Intesa come detto ammonta a 5,2 miliardi anche se, come ha confermato Padoan, "complessivamente sono mobilizzate risorse a favore dell'operazione fino a un massimo di 17 miliardi di euro". Affermazioni sulle quali si attende il commento di Bruxelles, in ore in cui il quadro è ancora molto opaco, anche perché finalmente qualcuno si è accorto dell'urgenza della questione veneta. Lo stato fornirà un contributo in contanti di 1,3 miliardi per gli oneri che Intesa dovrà sostenere, in relazione alla chiusura di 600 sportelli e annessi 3.900 licenziamenti. Dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, arriverà a stretto giro il decreto del ministero dell'Economia per la liquidazione e la nomina dei commissari da parte della Banca d'Italia. "Questa crisi ha raggiunto livelli che hanno reso necessario un intervento di salvataggio per evitare i rischi, evidenti a tutti di un fallimento disordinato". Il contratto di cessione a Intesa San Paolo di alcune attività di Popolare Vicenza e Veneto Banca "include una clausola risolutiva - si legge in un comunicato di Intesa SanPaolo - che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in Legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge". Ecco cosa risponde per iscritto Messina: "Senza l'offerta di Intesa Sanpaolo - l'unica significativa presentata nell'asta competitiva indetta dal Governo - la crisi delle due banche avrebbe avuto un grave impatto sull'intero sistema bancario italiano, con conseguenze drammatiche sull'economia nazionale, mettendo anche a rischio le prospettive di ripresa del Paese". Quanto ottenuto da questa attività, permetterà alle banche venete di ottemperare al pagamento dei creditori. Altri 400 milioni andranno poi "a copertura delle garanzie per fronteggiare eventuali imprevisti legati al completamento della due diligence sullo stock di sofferenze".

Allo Stato spetterà, tra l'altro, il finanziamento della 'bad bank: cioè smaltire circa 10 miliardi di crediti deteriorati e in bonis ad alto rischio che non entreranno delle attività rilevate da Intesa.