Banche, la crisi veneta ci costerà 42,5 miliardi di euro

Primo: se la dote da 5 miliardi che il Tesoro attribuirà a Intesa per coprire rischi e passività delle banche venete fosse stato un regalo - sostiene Messina - ci sarebbe stata la corsa alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca ma la verità è che "la nostra è stata l'unica offerta completa" presentata all'advisor, che "ci ha chiamato". Si prevedono incentivi fiscali a pioggia ed ulteriori provvidenze a favore dei 'salvatori' delle banche venete a carico della collettività e costi importanti, sempre a spese nostre, dei soliti fiduciari di Bankitalia, che saranno nominati con analoghi metodi già praticati nelle disastrose gestioni delle Bad Bank, di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara.

I contribuenti pagheranno un salatissimo conto, sia per il passaggio di mano che per lo smaltimento degli asset tossici dell'istituto, che banca Intesa non vuole perché indigesti, con stime più disparate che vanno da un minimo di 7 fino a 17 mld di euro. E ancora; Claudio Ferrario e Giustino Di Cecco per quel che riguarda Vicenza e Alessandro Leproux e Giuliana Scognamiglio per quel che concerne Montebelluna. Dopo un turbolento fine settimana, iniziato il venerdì sera con una nota della Commissione europea, la quale prendeva atto della necessità di mettere in liquidazione la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, a seguito dell'incapacità dimostrata di reperire capitali sul mercato a copertura dell'ammanco, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la loro cessione a Intesa-Sanpaolo al prezzo simbolico di 1 euro, stabilendone anche le condizioni. Scrive Intesa SanPaolo: "Il contratto include una clausola risolutiva, che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge". Intanto la Banca d'Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca. "Per questa ragione abbiamo deciso che la liquidazione andava assistita da aiuti di Stato". A questi si potrebbero aggiungere altri 12 miliardi in garanzie di vario genere emesse dallo Stato.

Il bello è che Padoan ha ragione quando sostiene che non c'erano alternative.

Nel presentare numeri e ragioni dell'intervento, Barbagallo ha detto che fino a pochi giorni prima della decisione di liquidare le banche la precauzionale sembrava possibile. "Lo Stato mette a disposizione subito risorse a Banca Intesa per un totale 4,785 milioni in termini di anticipo di cassa, relativi a operazioni necessarie per mantenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale di Banca Intesa a fronte dell'acquisizione di queste banche venete".

Un comunicato di Veneto Banca precisa: "I Commissari liquidatori, in attuazione delle indicazione ministeriali e con il sostegno dello Stato Italiano, hanno provveduto alla cessione di attività e passività aziendali a Intesa SanPaolo S.p.A., che è subentrata nei rapporti della cedente con la clientela senza soluzione di continuità".

Se l'operazione è un "happy end" per il sistema bancario, come ha scritto Credit Suisse, gli analisti sono tutti d'accordo nel sostenere che si tratti anche di "un buon affare" per il gruppo guidato da Carlo Messina.