Banche brindano in Borsa al lieto fine sulle venete, Intesa +3,5%

Banche brindano in Borsa al lieto fine sulle venete, Intesa +3,5%

"Abbiamo deliberato l'acquisizione di parte delle attività di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, due istituti ormai in condizione di dissesto conclamato e per i quali erano andati falliti precedenti tentativi di salvataggio il cui costo per la nostra banca, unito a quello sopportato per la crisi delle quattro banche locali dell'autunno 2015, è stato pari a oltre 1,5 miliardi euro" ha esordito Carlo Messina. Il provvedimento, approvato in una riunione lampo del consiglio dei ministri, ha creato i presupposti normativi per la 'liquidazione ordinata' (liquidazione coatta amministrativa) di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a Intesa Sanpaolo.

(Fonte: Adusbef, Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) - Banche venete: nel paese alla rovescia, dal 'sistema bancario solido', il governa decreta di regalare due banche ad Intesa, appostando 17 mld, grato come Fantozzi per aver accettato il dono.

Siamo alla follia, allo stravolgimento di qualsiasi logica di mercato. L'acquisto riguarda un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), le obbligazioni subordinate emesse, nonché partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione. Secondo le stime, essi verranno recuperati per 8-9 miliardi e in un lasso di tempo per 8-9 anni.

Milano, 26 giu. (askanews) - Un "happy end" per il sistema bancario italiano, che vede rimosso il rischio sistemico ed evita loro di dover pagare un conto salato tramite il Fondo di risoluzione, ma soprattutto un "successo" per Intesa Sanpaolo.

Ha poi concluso dicendo che "gli aiuti di Stato, laddove sono stati impiegati, dovrebbero rientrare nelle casse dello Stato". Lo afferma il Codacons, che fa i conti della gestione disastrosa di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. In pratica, l'ex manager di MPS, fatto fuori dal governo Renzi nell'autunno scorso per fare posto a Marco Morelli, verrebbe così "risarcito" del brusco trattamento subito dal Tesoro pochi mesi fa senza un'apparente spiegazione logica.