Bancarotta, Emilio Fede condannato a tre anni e mezzo

Bancarotta, Emilio Fede condannato a tre anni e mezzo

Il Tribunale di Milano ha anche condannato Fede a versare la presunta somma distratta di un milione e 100mila euro alla procedura fallimentare.

"È una condanna assolutamente ingiusta: Fede in questa vicenda - ha commentato dopo la sentenza l'avvocato Alessandra Guarini, legale di Emilio Fede - è totalmente estraneo e lo dimostreremo in appello". Lo dice intervistato da Radio Monte Carlo Emilio Fede.

Nel 2010 Lele Mora, prima di fallire, aveva chiesto e ottenuto da Berlusconi un aiuto economico di circa 2,8 milioni di euro.

Il finanziamento dell'ex premier avrebbe sanato i conti della società di Lele Mora ma secondo l'accusa Fede ne avrebbe trattenuto 1,1 milioni: il Tribunale ha anche stabilito che il giornalista risarcisca per intero quella somma.

Alla soglia degli 86 anni, Emilio Fede si vede infliggere dai giudici milanesi una condanna a tre anni e sei mesi per concorso in bancarotta fraudolenta.

"Credo ancora nella Giustizia, anche se questa sentenza mi sembra un'eccezione, visto che il Tribunale ha inflitto più di quanto chiesto dall'accusa". Ad ogni modo, ha specificato l'ex premier, "il signor Fede ha chiuso il suo rapporto con l'azienda (cioè Mediaset, ndr) e non ho più parlato con lui di questo e neanche con Mora che mi ha cercato a volte, ma io ho preferito non rispondere su suggerimento dei miei avvocati". Per il pm del processo, "quel finanziamento sarebbe servito per sanare la disastrosa situazione in cui versava l'impresa di Mora. Spero solo di arrivare a vedere la sentenza definitiva". Quei denari non dovevano essere dirottati in parte a Fede per i suoi buoni uffici presso Berlusconi. Il pm nel chiedere la condanna era partito da una pena base di 4 anni.

Nel corso dell'arringa difensiva Guarini aveva invece ribattuto che "le somme ricevute da Lele Mora non sono entrate nel patrimonio dell'impresa e quindi non è configurabile la distrazione". Considerando poi il comportamento processuale positivo di Fede ha proposto il riconoscimento delle attenuanti che hanno portato a ridurre la richiesta di pena a tre anni di carcere e mezzo.