Bambina di 9 anni uccisa dal morbillo, l'ospedale: "Non era vaccinata"

Bambina di 9 anni uccisa dal morbillo, l'ospedale:

Lo conferma l'Ospedale Bambino Gesù. La piccola era in cura dal 19 aprile perché affetta da cromosomopatia, una grave malattia genetica, ma, stando a quanto ha dichiarato il professor Alberto Villani, primario di Pediatria all'ospedale pediatrico romano e presidente della Sip, la società italiana di Pediatria, "se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta". All'origine dell'infezione era stata una caduta dalla bicicletta, che aveva causato al bambino una ferita da taglio sulla fronte, inizialmente curata in un ospedale della penisola, dove, secondo quanto riferito dagli operatori sanitari, era stata proposta ai genitori in via cautelativa la terapia con immunoglobulina antitetanica, come da prassi. Il 28 la piccola è morta per le complicanze legate alla malattia infettiva: polmonite e insufficienza respiratoria.

Dal 1 gennaio 2017 a oggi solo al Bambino Gesù si sono registrati oltre 70 ricoveri per morbillo. "Per questa bambina - spiega Ricciardi - la vaccinazione era anzi molto più utile, e questo perchè i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata".

Il dato relativo al decesso della bambina è stato inserito ieri nella piattaforma della sorveglianza integrata morbillo-rosolia ADA dell'ISS. Un bambino di 10 anni, in vacanza in Sardegna con la famiglia, è ricoverato nell'Unità Operativa di Pediatria dell'ospedale "San Martino" di Oristano con la diagnosi di tetano.

I primi sintomi di febbre e congiuntivite sono stati avvertiti dalla bambina lo scorso 14 aprile, poi le sue condizioni si sono aggravate ed è stata ricoverata pochi giorno dopo. "Si tratta di una follia - conclude Ricciardi - completamente ingiustificata". "La bambina, non vaccinata, era giunta in Ospedale già affetta da morbillo ed era stata ricoverata in Terapia Intensiva per la necessità di assistenza respiratoria". Il caso risale a due mesi fa, ma la notizia è emersa solo ora. Quello che va sottolineato, secondo me, è che deve cambiare la cultura sanitaria, bisogna cioe' fare in modo che tutti insieme, e i giornalisti in questo hanno un ruolo molto importante, si riesca a creare un clima di serenità intorno alle vaccinazioni, che sono una eccellente opportunità e come tale deve essere vissuta da tutti.