Ballottaggio, Renzi mostra il grafico: 67 a 59 per noi

Ballottaggio, Renzi mostra il grafico: 67 a 59 per noi

"Nelle 1057 pagine del protocollo d'intesa del Ceta - si legge ancora sul blog di Grillo - non c'è alcun elemento di stima relativo all'occupazione ma un impact study dell'Università canadese di Tuft giunge a una preoccupante conclusione: entro il 2023 il Ceta porterà, nei paesi coinvolti, una perdita complessiva di 230.000 posti di lavoro e a una severa compressione salariale. E siccome queste politiche vengono continuamente rivendicate e non sottoposte ad una seria analisi autocritica è evidente che se non c'è una svolta nelle politiche, nei contenuti, non c'è nessuna possibilità di recupero". Per questo Renzi non ha fatto campagna elettorale, evitando che si ripetesse, in un referendum pro o contro di lui, come si è verificato in precedenza. Il voto delle città gli ha dato torto su tre aspetti rilevanti: 1) la bassa affluenza alla urne dimostra innanzitutto che la sua sfida per ridare agli italiani fiducia nella politica è fallita; 2) la vittoria del centrodestra in centri storicamente governati dalla sinistra, come Genova, è la prova che lo sfondamento del Pd tra l'elettorato moderato è rimasto un pio desiderio; 3) il ribaltone di Pistoia manda in archivio la stagione delle regioni rosse, che diventano contendibili come tutte le altre. Come a dire: meglio fare proposte di destra, almeno così si vince.

Ora, i risultati dei ballottaggi potrebbero anche essere letti strumentalmente da Renzi in maniera esattamente opposta a quanto vadano dicendo in queste ore i suoi avversari interni. Padova e Taranto vanno invece al centrosinistra. Che in un messaggio su Twitter chiama in causa, neanche tanto velatamente, il ruolo di Bersani e D'Alema: "Quanti a sinistra da tempo lavorano per logorare il Pd di Renzi stasera possono gioire".

Matteo Renzi non c'è, non ha voluto mettere la faccia neppure per un istante su queste amministrative, nonostante il profluvio di parole, rassegne stampa on line, comparsate tv. E attende adesso una valida alternativa anche a livello nazionale.

Torna per la seconda volta alla guida di Parma l'ex grillino Federico Pizzarotti che si è presentato con una lista civica battendo Paolo Scarpa del centrosinistra. Dipende dai candidati e dai programmi più che dalle alleanze, è il ragionamento. I vecchi amministratori del Pci e del Psi aggiungevano del loro al consenso nazionale dei due partiti, oggi quasi ovunque, con rarissime eccezioni, i nuovi profili li fanno perdere.

CATANZARO - A Catanzaro centrodestra vince con Sergio Abramo 64,39% delle preferenze, mentre il centrosinistra con Vincenzo Antonio Ciconte si ferma al 35,61%. "Non è un campanello d'allarme, le politiche sono un'altra cosa".

Basti pensare che alle scorse amministrative il centrodestra aveva conquistato appena cinque città. "Milioni vnno all'astensione, O si cambia o si muore". E' su questo terreno "virtuale" che si misurano quanti difendono ad oltranza la linea renziana che esclude aperture ai fuoriusciti e tiene la barra al centro e chi invece, come il ministro dell'Agricoltura Andrea Orlando, chiede una decisa inversione a sinistra al segretario Pd.