Autolesionismo, bullismo e web: cresce il disagio dei giovanissimi

Autolesionismo, bullismo e web: cresce il disagio dei giovanissimi

La ricerca. I medici hanno chiesto a diversi uffici scolastici regionali di sottoporre un questionario informatico ai loro studenti.

I risultati preliminari, presentati in occasione del Congresso Nazionale della Società a Napoli, hanno dimostrato che l'80% di loro ha sofferto almeno una volta di forti disagi emotivi e che il 15% ha praticato atti di autolesionismo per cercare sollievo.

Forse è meglio capire come risolvere il problema, anziché trovare chi lo ha creato e soprattutto sottolineare il fatto che questi giochi, questi tagli sulle braccia, questi suicidi, non sono svaghi di adolescenti annoiati dalla società in cui vivono, ma sono vere e proprie richieste d'aiuto che lanciano, quasi inconsapevolmente, ai genitori, agli insegnanti e a tutti, nessuno escluso. E loro, purtroppo, non sono in grado di rendersene conto, non da soli per lo meno. Il 15% del campione si e' inflitto lesioni intenzionalmente spesso per trovare un sollievo (o per puro piacere). Uno su 2 ha sentito il bisogno di aiuto psicologico, ma solo il 4,8% ha utilizzato quello presente a scuola. "I risultati dell'indagine confermano che l'adolescenza e' un'eta' difficile, la novita' e' che le difficolta' emotive e comportamentali emergono sempre piu' precocemente". Come Pediatri stiamo infatti osservando un'insorgenza sempre più precoce di alcuni problemi tipici dell'adolescenza - ha detto il presidente della SIP Alberto Villani - Il Pediatra può e deve svolgere un'importante attività di prevenzione con bambini e genitori affrontando temi che si ritenevano propri dell'età adolescenziale, ma che si manifestano prima. "Un dato allarmante se si pensa che la presenza di questi comportamenti è descritta, in letteratura, come un fattore correlato ad un aumentato rischio di suicidalità in adolescenza", commenta Annarita Milone, Dirigente Neuropsichiatra Infantile presso IRCCS Stella Maris di Pisa. Questi gli altri segnali di disagio rilevati dallo studio. Dalla ricerca è emerso inoltre che non solo un ragazzo su tre ha subìto in silenzio atti di bullismo, ma altrettanti lo hanno praticato. E altrettanto ampia (circa il 33%) e' la percentuale di coloro che dichiarano di aver preso parte a episodi di bullismo verso i compagni e le compagne. Il 37% fuma sigarette abitualmente o occasionalmente, quasi il 40% ha dichiarato di essere stato male a causa dell'alcol. Sessualita': il 62,3% non ha ricevuto educazione sessuale da parte degli adulti, uno su tre (tra coloro che hanno gia' avuto rapporti) non usa mai contraccettivi, piu' della meta' ha visualizzato materiale pornografico in rete e circa il 15% ammette di aver ricevuto proposte sessuali da parte di adulti attraverso siti e app. Smartphone: l'eta' media del primo smartphone e' tra 10 e 12 anni, ma l'1,4% lo ha avuto anche a 5 anni e il 26% tra 6 e 10. Solo il 46% si rivolge ai genitori per essere tranquillizzati o quando hanno una preoccupazione. Il 28% del campione si vede in sovrappeso, ma solo l'11,7% lo è effettivamente secondo le valutazioni del pediatra. I pediatri evidenziano che il ricorso alle attività multimediali spesso occupa molto tempo, più di quanto ci si era prefissati, tanto da adombrare il rischio di una dipendenza dalla tecnologia o di internet addiction.

Sorprendentemente il pranzo in famiglia resiste ai ritmi frenetici della vita quotidiana: il 71% dichiara di pranzare a casa con la propria famiglia.