Attacco Londra, Gabrielli: "Noi abbiamo la coscienza a posto"

Attacco Londra, Gabrielli:

I capi delle polizie del Mediterraneo a Lampedusa.

E sulla vicenda dell'italo-marocchino Youssef Zaghaba, uno dei tre attentatori del London Bridge, Gabrielli ha aggiunto: "Noi abbiamo le carte e la coscienza a posto", sottolineando però: "sarebbe scorretto se noi, da una posizione di forza, ci mettessimo a polemizzare con chi è in difficoltà". Tuttavia, ha concluso il capo della polizia, "è sempre molto facile parlare dopo sapendo l'esito della partita".

Al suo arrivo al vertice, Franco Gabrielli, capo della polizia, ha parlato anche della gestione dei grandi eventi alla luce di quanto accaduto durante la finale di Champions League a Torino: "Presto emetteremo una circolare esplicativa per chi organizza questi eventi e che permetta di individuare le responsabilità nei casi in cui qualcosa non funzioni".

I capi delle polizie di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Croazia e Slovenia si sono riuniti a Lampedusa per dicutere del rafforzamento della cooperazione internazionale di polizia e di come rendere più efficace e costante il dialogo tra le autorità dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Nel corso dell'incontro, inoltre, si parlerà anche degli ultimi attacchi a Londra e delle necessità di migliorare ulteriormente lo scambio di informazioni tra le varie forze di polizia e intelligence.

Per il contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali, con particolare riferimento ai traffici illeciti di droga, armi e migranti, nonché alla tratta di esseri umani è stato proposto di rafforzare i contatti e lo scambio di informazioni sulle problematiche comuni, nonché avviare iniziative per l'aggiornamento sulle tecniche investigative e sulle innovazioni tecnologiche in materia di cybercrime. "Noi siamo di fronte a una minaccia liquida", afferma il capo della Polizia e la prevedibilita' e' pari a "zero" ma " il prezzo che non possiamo pagare e' quello di una compressione eccessiva delle nostre liberta'.