Arrestato in Brasile il latitante sidernese Vincenzo Macrì

Arrestato in Brasile il latitante sidernese Vincenzo Macrì

L'hanno preso a a San Paolo, in Brasile, il latitante di 'ndrangheta Vincenzo Macrì.

A coordinare l'operazione sono state la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dal Servizio Centrale Operativo della polizia e dalla squadra mobile di Reggio Calabria.

BOSS CATTURATO, VINCENZO MACRÌ VIDEO: ARRESTATO IN BRASILE IL LATITANTE DELLA 'NDRANGHETA -L'ultimo avvistamento di Vincenzo Macrì risale al 2015, in Olanda, ma in quel caso il boss della 'ndrangheta era riuscito a sfuggire alle forze dell'Ordine italiane, impegnate nella famosa operazione Acero-Krupy Connection.

L'arrestato è figlio del noto Antonio Macrì, leader carismatico, soprannominato per la sua caratura criminale 'boss dei due mondi', particolarmente influente anche oltreoceano (Canada e Stati Uniti), ucciso in un agguato a Siderno il 20.01.1975, nell'ambito della prima guerra di 'ndrangheta. Vincenzo Macrì, 52 anni, stava rientrando da San Paolo a Caracas dove, in accordo con quanto è stato riportato da IlFattoQuotidiano.it, si era stabilito utilizzando una falsa identità.

In particolare, fa sapere la Polizia, la collaborazione tra Sco ed Fbi è avvenuta nell'ambito del progetto 'Pantheon', siglato nel 2005, che ha dato nuovo impulso agli storici rapporti che legano i due Uffici investigativi.

Secondo le indagini, Macrì sarebbe inoltre a capo del clan dei Comisso, lo stesso che agisce nel territorio sidernese ed ha attività al di fuori dei confini italiani, con maggiore concentrazione in Olanda e Canada.

Come è emerso dall'attività tecnica svolta dalla Polizia di Stato nell'ambito della menzionata Operazione Acero Krupy Connection, Vincenzo Macrì nell'entroterra pontino e in Olanda collaborava Vincenzo Crupi nella gestione di importanti stabilimenti floro-vivaistici.

Cattura che, dal canto suo, Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia definisce "un risultato straordinario". In merito al traffico di stupefacenti, Macri', insieme a Giuseppe Coluccio, Antonio Stefano, Salvatore Coluccio, Nicola Tassone, Antonio Coluccio, e Alfonso Condino, e' ritenuto tra i promotori e gli organizzatori del sodalizio decidendo presso quali canali di approvvigionamento procurarsi la droga e le localita' in cui consegnare lo stupefacente, nonche' le modalita' di ripartizione degli utili. Al termine delle relative procedure di estrazione dal Brasile, verrà condotto in Italia per essere sottoposto al regime di custodia cautelare in carcere.