Allarme pedopornografia sul web: "Non pubblicate le foto dei figli sui social"

Allarme pedopornografia sul web:

Duecento pagine fitte di numeri, codici, normative. Chi protegge le immagini che condividiamo sui social?A mettere in allerta mamme e papà arriva l'allarme del garante della privacy. E sono chiamate le famiglie: la pedopornografia dilaga in rete, con 2 milioni di immagini censite lo scorso anno e la fonte involontaria - avverte il Garante - "sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli".

Molto spesso i genitori decidono di pubblicare su Facebook, Instagram e altri social network foto dei loro bambini. Le rubano dai vostri profili e le veicolano nel dark web.

Il garante della privacy dunque torna a ribadire, quanto, alla luce dei fatti, sia fondamentale la tutela dei minori sul web e definisce "particolarmente positiva" la legge sul cyberbullismo (leggi l'articolo) "capace di coniugare un approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell'educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi presenti in Rete". Dobbiamo attrezzarci, contro un nemico strisciante, subdolo.

L'analisi del Garante tocca anche l'annosa questione delle intercettazioni, con l'invito ad adottare "adeguate misure di sicurezza, da parte di ciascun soggetto coinvolto in ogni fase dell'indagine", per ridurre i rischi legati alla "frammentazione dei centri di responsabilità", e il mondo dell'informazione, con il monito a considerare il "potenziale distorsivo del processo mediatico, in cui logica dell'audience e populismo penale rischiano di rendere la presunzione di colpevolezza il vero criterio di giudizio".

Poi ha ricordato: "Dobbiamo tenere presente che un esiguo numero di aziende possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone, tendenzialmente l'umanità intera, potrà subire condizionamenti decisivi". I dati sono allarmanti: nel 2016 le immagini pedopornografiche recensite sul web sono state due milioni. Sono state effettuate anche 282 ispezioni.

L'8 maggio 1997 entrò in vigore la legge sulla privacy, una svolta legislativa che nel lungo periodo avrebbe fatto i conti con emergenze di sempre più vasta portata. Per quanto riguarda la cybersecurity invece è stato sottolineato che nel 2016 gli attacchi informatici hanno causato alle imprese italiane danni per oltre 9 miliardi di euro.