Allarme del Garante privacy: monopolisti del web condizionano intera umanità

Allarme del Garante privacy: monopolisti del web condizionano intera umanità

Duecento pagine fitte di numeri, codici, normative. Il campanello d'allarme arriva dal Garante della privacy, Antonello Soro, che ha affrontato il tema nella Relazione annuale al Parlamento: "Fonte involontaria sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli". C'è chi addirittura pubblica foto dei neonati nudi, ad esempio mentre fanno il bagnetto, o in mutandine. Dobbiamo fare i conti con i professionisti del web, troppo spesso perversi, molto pericolosi. Dalla piscina, al corso di danza, alla vacanza al mare: queste situazioni sono le predilette dai pedofili, in quanto l'ignara vittima sarebbe abbastanza svestita da destare il loro interesse. Le rubano dai vostri profili e le veicolano nel dark web.

Nei vari social è facilissimo imbattersi in foto di bimbi.

Nel dare conto dei principali interventi condotti, il Garante ricorda che con provvedimento del 7 aprile 2016, n. 159 (doc. web n. 5063704), l'Autorità ha anzitutto accolto la richiesta presentata da alcune società che "svolgono attività di raccolta di gioco a mezzo di apparecchiature videoterminali (Vlt) e di raccolta di denaro per conto dello Stato e/o del concessionario della rete telematica dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato", al fine di conservare sino a 15 giorni le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati presso 17 sale da gioco gestite dalle stesse e ubicate in diverse regioni italiane. "Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiedono un patrimonio di conoscenza gigantesco" avverte Soro, chiarendo che dispongono "di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone - tendenzialmente l'umanità intera - potrà subire condizionamenti decisivi".

Il Garante della privacy ha presentato a Roma la relazione che riassume un anno di attività: un 2016 denso di sfide, che vanno dal nuovo regolamento europeo al diritto all'oblio, dal privacy by design alla complessa questione dei trattamento dei dati personali nelle piattaforme globali. Quest'anno la legge sulla privacy compie vent'anni: era infatti l'8 maggio del 1997 quando entrò in vigore, e lo fece un po' in punta di piedi disorientando i cittadini.