Agroalimentare: Coldiretti, un migliaio trattori per blitz a porto Bari

Agroalimentare: Coldiretti, un migliaio trattori per blitz a porto Bari

A far scoppiare quella che la Confederazione agricola definisce 'la guerra del grano' è l'arrivo, giudicato provocatorio, di una nave di 256 metri proveniente da Vancouver (Canada), carica di 50mila tonnellate di grano da scaricare in Italia proprio alla vigilia della raccolta della produzione nazionale. "Per questo come rappresentante istituzionale del Pd nella massima assise pugliese, esprimo loro vicinanza e solidarietà e appoggio a una battaglia che è di tutti". Un gruppo di agricoltori si è riuniti all'esterno del porto di Bari definendo l'arrivo della nave come "n oltraggio per i produttori pugliesi che non riescono a vendere al giusto prezzo il proprio grano sotto l'attacco delle speculazioni". Per Coldiretti "la speculazione sul grano mette in pericolo la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione ma anche gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione made in Italy".

L'Italia - sottolinea la Coldiretti - è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 5,1 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,4 milioni di ettari che si concentra nell'Italia meridionale, soprattutto in Puglia, Sicilia, Marche e Basilicata. La riduzione delle semine varia dal -11,6% nel Nord-Est al -5,4% nel Centro mentre nel Sud e Isole si registra un -7,4%. Queste iniziative -avverte- sono fuorvianti e negative in primis per il consumatore, che ha cosi' una percezione distorta della realta'.

Con queste quotazioni non si puo' sopravvivere - ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che c'è il rischio concreto di alimentare un circolo vizioso che, se adesso provoca la delocalizzazione degli acquisti del grano, domani toccherà gli impianti industriali di produzione della pasta con la perdita di un sistema produttivo che genera ricchezza, occupazione e salvaguardia ambientale.

"Le importazioni di grano dal Canada - prosegue Cantele - rischiano di essere favorite dall'approvazione dell'accordo Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia".

Secondo Coldiretti, un pacco di pasta su tre imbustato nel Belpaese è fatto con ingredienti stranieri senza nessuna indicazione ma le aziende pugliesi del settore sono diminuite in 10 anni del 30 per cento.