Abusivismo, gli demoliscono la casa: muore

Abusivismo, gli demoliscono la casa: muore

"Un operaio invece muore dal dolore", queste le parole di Falanga.

Più dura la poisizione del senatore di Ala Ciro Falanga. Sabato mattina la macchina della legalità si è fermata davanti casa di Garofalo. Salvatore Garofalo, 64 anni, viveva a Campolongo in un quartiere di case abusive.

La vicenda era cominciata nel 1998 e, dopo una serie di battaglie in tribunale, nonostante il pensionato avesse presentato una richiesta di concessione in sanatoria al Comune di Eboli, il procuratore si è espresso per l'abbattimento della sua abitazione prima che l'amministrazione del comune del Salernitano si pronunciasse sulla richiesta presentata dalla vittima, decisione che non ha mancato di far riaprire il dibattito sulla questione dell'abusivismo edilizio e sulla demolizione delle abitazioni considerate fuorilegge. Viveva con un sussidio statale dopo il trapianto di un rene. L'uomo sarebbe stato colto da infarto proprio mentre le ruspe stavano cominciando la demolizione di alcune abitazioni abusive, tra cui la sua, in località Campolongo. "Non posso accettare che nonostante il duro lavoro di anni nell'interesse di persone in difficoltà la gente inizi a morire a causa del mero calcolo parlamentare di qualche gruppo che fa dell'essere contro sempre e comunque la propria unica bandiera". Salvatore era originario di Poggiomarino ma aveva deciso negli anni Ottanta di costruirsi una casa a Eboli. Il senatore ha quindi annunciato le dimissioni e come lui stesso ha dichiarato: "Consegnerò domattina le mie formali dimissioni al Presidente Grasso, ritengo che prevalgano troppo spesso gli interessi politici rispetto a quelli sociali". Infine gli immobili sottratti alla mafia. Il senatore di Ala, autore del disegno di legge, sbotta: "Mi dimetto". Questa tragedia poteva e doveva essere evitata. Attualmente è all'esame della commissione Giustizia di Montecitorio, in attesa del via libero definitivo.