WhatsApp, 3 milioni di multa da Antitrust

WhatsApp, 3 milioni di multa da Antitrust

Dopo sette mesi di indagini si è chiusa ieri l'istruttoria aperta dall'AGCM nei confronti di WhatsApp Inc.in merito alle presunte e ripetute violazioni del Codice del Consumo. A ottobre, quindi, l'Antitrust ha avviato due istruttorie. L'uovo di Colombo era proprio nella sovrapposizione dei due servizi: Facebook e Whatsapp e in quello che molti credettero essere l'obbligo della condivisione dei propri dati tra le due piattaforme. Secondo il Garante, WhatsApp ha dunque adottato una pratica commerciale aggressiva, che attraverso un indebito condizionamento ha di fatto limitato la libertà di scelta il comportamento del consumatore medio.

Nulla di vero, ovviamente, e in tale contesto rientra anche la mancata informazione riguardo la possibilità di rifiutare il consenso alla condivisione dati con Facebook.

La notizia non è passata inosservata: l'Antitrust italiano ha emesso contro WhatsApp una multa di tre milioni di euro per lo scambio dei dati con Facebook.

A conclusione del primo procedimento, l'Autorità ha accertato che la società ha, di fatto, indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini di Utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell'uso dell'applicazione. Per chi aveva già attivato il servizio invece si profilava la possibilità di accettarne "parzialmente" i contenuti, potendo decidere di non fornire l'assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l'app. Di accertare la vessatorietà delle clausole spetta al giudice che ne deve valutare ed interpretare la concreta applicazione. La prima delibera riguarda la presunta vessatorietà di alcune clausole inserite nel contratto che gli utenti accettano quando installano WhatsApp. L'Antitrust, così come riporta Repubblica.it, si è inoltre concentrato sulle limitazioni di responsabilità "ampie e generiche", sulla possibilità di interrompere "senza motivo e senza preavviso" il servizio, sull'utilizzo della legge della California per la risoluzione di controversie e sul diritto di WhatsApp di introdurre modifiche economiche o risolvere il contratto unilateralmente.