Una nuova ricerca riaccende i riflettori sul supervulcano dei Campi Flegrei

Una nuova ricerca riaccende i riflettori sul supervulcano dei Campi Flegrei

Sono anni che, a noi che abitiamo nei cosiddetti Campi Flegrei, zona ricca di storia e di cultura, sì, ma anche interessata dalla caldera vulcanica più pericolosa d'Europa, ci avvertono sulla pericolosità dell'attività che si verifica letteralmente sotto i nostri piedi. "La caldera dei Campi Flegrei è più vicina all'eruzione rispetto a quanto si pensi", recita testuale l'annuncio dato in un comunicato University College di Londra per presentare la ricerca redatta da Christopher Kilburn (dipartimento di scienze della Terra) con Giuseppe De Natale e Stefano Carlino, due colleghi dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L'Ingv, riferendosi alle rilevazioni degli ultimi tempi, condotte nell'area dei Campi Flegrei dagli esperti dell'University College London e da quelli dell'Osservatorio Vesuviano, ha affermato che le informazioni 'hanno una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di Protezione civile'.

Il modello proposto, in particolare, ha evidenziato che il trend attuale di sollevamento del suolo sembra ricalcare quello che precedette l'eruzione del 1538, e quindi, in questo senso, potrebbe essere considerato un "precursore a lungo termine" di un'eventuale eruzione. "Ovvero sull'analisi dello sforzo a cui sono soggette le rocce vulcaniche in relazione allo sforzo massimo sostenibile, oltre il quale il sistema vulcanico potrebbe entrare in eruzione". E' però impossibile prevedere, hanno rilevato i ricercatori, se e quando possa avvenire un'eruzione.

LO STUDIO - Le previsioni contenute nella ricerca sono state possibili analizzando le deformazioni del suolo nei Campi flegrei, ossia il sollevamento e abbassamento del suolo (bradisismo) e comparandole con il tasso di sismicità dell'area.

Il suolo dei Campi Flegrei ha iniziato a sprofondare lentamente per secoli e il processo si è interrotto intorno al 1950, quando l'area ha ripreso a sollevarsi. Il suolo, inoltre, si è sollevato di circa 4 metri per il moto del magma situato a una profondità di 3 chilometri.

Insomma uno scenario che, se ve ne fosse bisogno, lancia un ulteriore allarme sul vulcano ma che dà anche spunto per nuovi studi ed approfondimenti della situazione.

Cosa prevede lo studio di Nature realizzato sui moti del Supervulcano sito ai Campi Flegrei (Napoli)?

Campi Flegrei, il pericolo eruzione del Supervulcano è dietro l'angolo? "È fondamentale che le autorità siano preparate a questo".

LE DICHIARAZIONI - Uno degli autori della ricerca, Christopher Kilburn direttore del Centro Rischi della UCL, in un'intervista rilasciata alla rivista statunitense Newsweek, precisa: "Non stiamo dicendo che ci sarà un'eruzione. Eruzione avvenuta dopo un modesto episodio deformativo (una decina di centimetri), in un'area che aveva però già accumulato, nei decenni precedenti, alcuni metri di sollevamento".