Twin Peaks 3: la recensione dei primi due episodi della terza stagione

Twin Peaks 3: la recensione dei primi due episodi della terza stagione

Lynch non ha però specificato quali sono i suoi progetti futuri.

E sono anche Lynch al 100%. "Se la ricordavate come una delle serie più surreali di sempre aspettate di vedere la terza stagione #twinpeaks" sottolinea un utente, senza entrare nei dettagli ma rendendo chiaro il sentimento di soddisfazione, "Forse sono di parte, forse l'emozione è troppa, forse è ala febbre, ma i primi 2 episodi di #TwinPeaks mi hanno fatto impazzire". Più luci che ombre.

Certo, abbiamo visto solo i primi due episodi, ma possiamo già dire che non c'è nessuna novità.

Ci troviamo di fronte ad un utilizzo completamente inedito del minutaggio concesso dalla serialità televisiva, che ne stravolge nuovamente i tempi ed i ritmi.

Non che Lynch abbia voluto tagliare del tutto i rapporti con il primo Twin Peaks.

La profonda diversità rispetto alle due stagioni precedenti si rispecchia perfettamente nell'utilizzo della colonna sonora di Angelo Badalamenti, che se nella serie originale era onnipresente e scandiva persino le emozioni dei personaggi (tristezza, tensione), ora si alterna a lunghi silenzi dal ruolo altrettanto fondamentale. Parlando chiaramente, il rischio di sballare la formula funzionale della "vera" Twin Peaks c'era eccome, basandoci sia sugli errori commessi in precedenza sia su Fuoco cammina con me, il film prequel della serie nel tempo rivalutato ma accolto nel '92 da un fitto velo di dissenso, perché poco comprensibile per i non fan e giudicato mancante di una certa dose di sarcasmo che caratterizzava invece la controparte televisiva. Dal suo universo che per adesso, resta quello più interessante e fuori dal coro.

Le domande intorno alla scatola di vetro sono molte, ma la prima riguarda sicuramente l'identità del miliardario, ovvero di colui che potrebbe svelare il senso di quella strana operazione. Sebbene concepito per la tv, Twin Peaks - la cui corrente stagione da domani regolarmente su Sky atlantic Hd - sul big screen è un'esperienza straordinaria, in ogni senso. Per la versione doppiata bisogna attendere sino a venerdì 26.

Che è dovuto quindi tornare alla sua opera probabilmente più famosa per avere quella libertà creativa sempre negatagli per i progetti presentati in questi anni e che è sempre più difficile ottenere per il cinema, che ritrova il linguaggio televisivo praticamente inventato dal nulla all'inizio degli anni Novanta totalmente al centro dell'immaginario collettivo mondiale, e dunque si riprende un po' di quella credibilità verso il mezzo e la forma che aveva contribuito a far assurgere allo status d'intrattenimento adulto e maturo, per una volta s'inserisce in un cuneo commerciale fecondo, con un hype che probabilmente scomparirà nel corso delle settimane lasciando attaccati alle immagini solo i lynchiani di stretta osservanza. "Sta accadendo di nuovo" e non potevamo sperare in qualcosa di meglio.