Trump ha rivelato informazioni top secret ai russi

Trump ha rivelato informazioni top secret ai russi

Per interpretare in modo "laico" lo scoop con cui il 15 maggio il Washington Post ha dato notizia delle informazioni di intelligence top secret rivelate da Donald Trump al ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov e all'ambasciatore russo Serghei Kislyak, è necessario anzitutto contestualizzare il clima che si respira dentro e all'esterno della Casa Bianca.

L'ambasciata russa negli Stati Uniti non ha commentato le notizie secondo le quali il presidente Donald Trump avrebbe rivelato informazioni classificate d'intelligence.

Il presidente americano Donald Trump, il giorno dopo aver licenziato il direttore della FBI James B. Comey, avrebbe rivelato alla Russia "informazioni in codice" altamente classificate sullo Stato Islamico, mettendo così in pericolo una fonte di intelligence infiltrata nell'ISIS. La storia che è venuta fuori - ha detto ai cronisti McMaster, riferisce la Cbs - così riportata, è falsa", aggiungendo che "il Presidente e il Ministro degli Esteri hanno esaminato un ventaglio di comuni minacce alle nostre due Nazioni, comprese le minacce all'aviazione civile. Il senatore ha riconosciuto che il team per la Sicurezza nazionale e' solido e sta facendo un buon lavoro ma, ha avvisato, "il caos creato dalla mancanza di disciplina sta creando un ambiente preoccupante". Come ha scritto Eliot Cohen sull'Atlantic, Trump "apparentemente ha diffuso queste informazioni per vantarsi, cosa che non mostra solo un pessimo controllo di sé ma anche quanto sia facile manipolarlo, soprattutto per diplomatici e negoziatori esperti e scafati come Lavrov e Kislak".

Le informazioni "code-ward" riportate d Trump sono state fornite a Washington dall'Intelligence di un paese del Medio Oriente alleato.

La rivelazione pubblicata dal Washington Post ha fatto immediatamente il giro del mondo. In nessun momento - nessun momento - le fonti e i metodi dell'intelligence sono stati discussi. Infatti il rischio qui è quello di perdere un'intera rete informativa, rovinare i rapporti con un paese alleato importante, aiutare i russi ad ostacolare le attività degli Stati Uniti in Siria, e consentire all'Isis di sfuggire alla caccia degli americani, aggirando le misure messe in atto per prevenire i suoi attacchi terroristici nell'Occidente. Da come vengono raccontati i fatti dalle fonti del Washington Post sembra che il Presidente lo abbia fatto più per vantarsi che per ottenere qualcosa in cambio dai russi. Inoltre, nel corso delle ore successive al licenziamento, i portavoce di Trump si sono spesso contraddetti e lo stesso presidente ha intimato a Comey di non diffondere alla stampa dettagli riguardanti le loro conversazioni, sostenendo di avere delle "registrazioni" dei colloqui, che il Congresso ha chiesto di ascoltare.