Truffa al governo per due milioni, arrestata presidente Antiracket del Salento

Truffa al governo per due milioni, arrestata presidente Antiracket del Salento

A vario titolo, sono contestati i reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, concussione, corruzione e falso.

L'operazione condotta questa mattina dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria ha portato in totale all'esecuzione di quattro misure cautelari di cui tre in carcere.

Ad altre sette persone è stata notificata l'interdizione dai pubblici uffici ed è stato disposto un sequestro di due milioni di euro. Gli arrestati, oltre alla presidente dell'Associazione, sono il coordinatore dell'Ufficio Patrimonio del Comune di Lecce, Pasquale Gorgoni, un ex ex dirigente del settore finanziario, Giuseppe Maccarelli, e Serena Politi, la segretaria dell'associazione antiracket che ha però ottenuto i domiciliari. La ricostruzione dei fatti avrebbe evidenziato come, aI fine di percepire indebitamente i suddetti fondi, Ia presidente "nel maggio 2012 avesse stipulato apposita convenzione con I'Ufficio del Commissario Antiracket istituito presso il Ministero dell'lnterno e con le amministrazioni comunali di Lecce, Brindisi e Taranto per I'istituzione di 3 sportelli antiracket presso ciascun capoluogo, aventi il fine di prestare assistenza alle vittime del racket e dell'usura e favorire l'accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo di Solidarietà".

Secondo l'accusa, la frode è consistita in una serie di rendicontazioni fittizie di spese per il personale e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti sull'acquisizione di beni e servizi. Monosi è candidato consigliere (per DI) alle prossime elezioni amministrative di Lecce.

In particolare sarebbero stati eseguiti dei lavori di ristrutturazione presso la sede di Lecce, in assenza della preventiva approvazione da parte dell'Ufficio del Commissario Antiracket, che venivano pagati con fondi del Comune anziché con i finanziamenti erogati l'Ufficio del Commissario al termine della indicata procedura di approvazione.

Il tutto tramite la creazione di un capitolo di spesa, sprovvisto di copertura finanziaria, per poter agevolare l'imprenditore affidatario dei lavori e consentirgli un pagamento repentino. La portavoce dell'associazione, inoltre, ricevuta la convocazione presso gli uffici della guardia di finanza, avrebbe "istruito" alcuni suoi testimoni, affinché potessero rendere versioni difformi dal vero, per poter occultare le irregolarità nella gestione dei fondi ministeriali.