Terry lascia Chelsea, festa e lacrime

Terry lascia Chelsea, festa e lacrime

"King Antonio", così rinominato in Inghilterra, però ammette che il Chelsea era già una grande squadra ancor prima del suo arrivo: "Questo è già un grande club, ha alzato una Coppa Campioni e poi è uscito al primo turno, ha vinto una Premier e poi è arrivato decimo". La sua consacrazione, dopo lo splendido Europeo con l'Italia, è arrivata con il dominio incontrastato del suo Chelsea in Premier: titolo, grande festa con la squadra e onori tutti per il tecnico dei miracoli. Essere stato bandiera, leader e simbolo della Juventus, tanto da calciatore quanto da allenatore, è un ostacolo davvero relativo se posto di fronte all'enorme professionalità del coach di Lecce, che ha più volte rimarcato la possibilità di allenare e sostenere team "rivali" ed alla necessità dell'ambiente interista, bramosa di un leader carismatico ormai latitante da sette anni. Ad ogni modo, qualora restassi anche il prossimo anno non sarei da solo: mia figlia Vittoria e mia moglie Elisabetta verranno a stare con me.

Antonio Conte diventa una emoji su Twitter! Stadi sempre affollati e atmosfera eccellente. Rispetto all'Italia c'è un'altra cultura sportiva, ti applaudono gli avversari, i fan si mescolano.

Sull'ambiente britannico: "Non sono daccordo con quanti pensano che linglese sia semplice come lingua: quando però sei determinato, trovi la forza per superare anche difficoltà che sembrano inizialmente insormontabili. Mi avrebbero dovuto raggiungere a dicembre ma poi non se ne è fatto nulla".