Stravince Matteo Renzi anche nel vercellese

Stravince Matteo Renzi anche nel vercellese

"Il primo grazia ad Andrea Orlando e Michele Emiliano". E da registrare anche le pesanti dichiarazioni del senatore Salvatore Tomaselli, Coordinatore Regionale del Comitato Andrea Orlando: "In Puglia gli elettori del Partito Democratico una sparuta minoranza, di fronte alle truppe cammellate provenienti da altri partiti e dal Centro Destra. Un 'grazie' alle migliaia di militanti che in questi giorni si sono dati da fare per permettere questo successo, e un 'grazie' a tutti i cittadini che hanno fatto la fila per scegliere la guida del partito".

E' Matteo Renzi il segretario nazionale del Partito Democratico. "Un fatto molto grave". Tutti insieme. Uniti. Pieni di senso di responsabilità. Credo che Matteo stia diventato consapevole dell' importanza del momento e della fase cruciale per la vita del Paese. "Ma il solo Pd continua a non essere sufficiente". Il dato più alto è stato quello di Calco con il 93% dei voti. A queste vanno aggiunte le 37288 del resto del Piemonte.

Ecco, se le primarie all'interno del PD si fossero incentrate maggiormente sui problemi reali del nostro paese, probabilmente le proposte dei politici e la conseguente vignetta di Giannelli sul Corriere della Sera, avrebbero visto una partecipazione ancora maggiore dei 2 milioni degli elettori del PD, in particolare con la sorpresa di vedere tanti anziani e molti giovani richiamati dalla vera politica rivolta principalmente a risolvere i problemi reali di un'Italia sempre più con l'acqua alla gola. "Larga vittoria di Renzi, gli ho già telefonato per augurargli buon lavoro". A Torino comunque Renzi ha raccolto il 73,9 per cento dei voti.

Al seggio Esquilino in via Galilei 690 votanti con 395 preferenze a Renzi (57,6%), 231 a Orlando (33,7%) e 60 voti a Emiliano (8,7%). Renzi tenterà, in occasione delle prossime elezioni politiche, di riprendersi Palazzo Chigi. "In un clima malinconico", testimoniò la ministra Marianna Madia, e con lei tutti i presenti. Che, dopo il risultato, porta più danni che bene. La legislatura è finita, cala il sipario, game over.

Doveva cancellare le frustrazioni accumulate in quelli che ha chiamato "cinque mesi difficili": dal referendum istituzionale perso il 4 dicembre, all'uscita da Palazzo Chigi, fino alla scissione, che però non sembra avere prodotto troppi danni. La polemica sui conti pubblici attorno al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, accesa nella maggioranza e dal candidato alla segreteria Renzi.

All'amato e odiato toscano, alla conta il solo leader che ha l'Italia, consigliamo di liberarsi dall'incubo dell'Armada Americana. Sono fiera di questo, è stato un grande lavoro di squadra. Ha aggiunto che "non si sa quando si andrà a votare": e qui la differenza è profonda rispetto a Maurizio Martina, prossimo vicesegretario, il quale poco prima aveva detto che la prospettiva del governo Gentiloni è il 2018.

Certo, il segnale è importante e, allo stesso tempo, incoraggiante: testimonia - infatti - la perdurante vitalità della democrazia italiana ed un suo "stato di salute" forse addirittura migliore di quel che si poteva temere. Renzi stravince le primarie e risulta al di sopra del 70% di voti; Orlando al 20°%; Emiliano all'8%. Ciò nonostante, non è errato - né contraddittorio - sostenere che per il segretario reinsediato le difficoltà maggiori comincino proprio ora.