Stop al ribasso per Banca Carige

Stop al ribasso per Banca Carige

Per questo motivo, prosegue la nota, "il vice presidente ha sottoposto le sue considerazioni all'esame del Cda, preannunciando che, ove la propria posizione non fosse ampiamente condivisa dal Consiglio stesso, riterra' opportuno dimettersi dai propri incarichi di Vice Presidente e di amministratore della banca".

Fonti vicine al cda parlano di una rottura "difficilmente sanabile" tra il primo azionista, Vittorio Malacalza, e l'ad Guido Bastianini.

È stata stilata una lettera di sfiducia sulla quale il 9 giugno si dovrà confrontare un nuovo consiglio di amministrazione convocato appositamente.

L'istituto ligure sta lavorando, come richiesto dalla Bce, all'aumento di capitale propedeutico allo scorporo dello stock da 3,4 miliardi di Npl insieme agli advisor Deutsche Bank, Goldman Sachs e Credit Suisse; l'operazione, come annunciato a fine febbraio, sarebbe da attuare tramite la creazione di un veicolo ad hoc.

L'inevitabile scontro che si sta profilando al vertice di Banca Carige, ha ovviamente mandato al tappeto il titolo della banca ligure.

Nel comunicato si conferma che "il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige, riunitosi in data odierna, all'unanimità, ha autorizzato la cessione di un portafoglio di crediti non performing pari a circa 940 milioni di Euro e approvato l'avvio dell'iter autorizzativo previsto dalla legge per il rilascio della garanzia statale (GACS) in relazione alla tranche senior dei titoli nonché la vendita delle tranche mezzanine e junior". Il tema caldo sul tavolo dei consiglieri, secondo il quotidiano, sarà però quello dell'aumento di capitale da 450 milioni di euro e dell'ipotesi di far rientrare nell'aumento (mediante conversione in azioni) il bond subordinato: parte del bond è detenuto da Generali e secondo alcuni consiglieri la presenza della compagnia triestina nel capitale di Carige potrebbe generare problemi nella vendita di prodotti assicurativi agli sportelli. "I legali incaricati da Banca Carige ritengono che le domande riconvenzionali siano infondate".