Sisma L'Aquila: è scontro legale sulla restituzione di 2,5 milioni di risarcimenti

Sisma L'Aquila: è scontro legale sulla restituzione di 2,5 milioni di risarcimenti

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, è accanto ai familiari e contro il Governo: "Assurdo".

"Melilla chiede al governo se non ritenga doveroso sospendere ai familiari delle vittime le richieste di restituzione delle somme versate ".oltre gli interessi calcolati dal dì del percepimento.", in attesa della definizione del contenzioso civile, per evidenti ragioni istituzionali, di ragionevolezza e anche di umanità nei confronti di persone duramente colpite dalla morte dei loro cari". La sentenza definitiva della Cassazione ha motivato la richiesta di risarcimento delle cifre erogate dallo Stato come provvisionali dopo la sentenza di primo grado, un'azione legale già avviata dopo il giudizio di secondo grado.

Imputati Franco Barberi, allora presidente vicario della commissione; Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile; Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e.; Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile. "Insieme a loro siamo profondamente indignati per quanto uno Stato sia in grado di abbandonare coloro che sono vittime dell'incompetenza dello Stato stesso", si legge in una nota del Comitato. Condanne che l'app ello ha spazzato via lasciando soltanto quella, ridotta a due anni, dell'ex vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis accusato di omicidio colposo plurimo.

In riferimento a quanto sta accadendo ai famigliari delle vittime del sisma dell'Aquila del 6 aprile 2009, il Comitato Vittime di Rigopiano esprime "la piena solidarietà e il pieno sostegno" nei confronti dei famigliari, ai quali la Presidenza del consiglio dei ministri ha richiesto indietro i soldi inizialmente incassati nell'ambito del processo alla Commissione Grandi Rischi.

Ha scritto direttamente al premier Gentiloni il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente: "Gentilissimo signor presidente, è pervenuta due giorni fa ai familiari delle vittime del sisma la richiesta di restituzione del risarcimento che era stato disposto dal Tribunale di I grado".

I legali difensori delle famiglie, negli anni, hanno risposto con analoga istanza, chiedendo il risarcimento totale del danno, visto che la provvisionale è al massimo del 40%, con la minaccia di agire civilmente qualora lo Stato non ottemperasse. Il 5 settembre le parti civili, tramite i propri avvocati, hanno presentato ricorso, dichiarando di trattenere le somme "a titolo di acconto sulla maggiore somma ancora dovuta" e invitando "la presidenza del Consiglio dei Ministri a voler provvedere all'integrale risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, subiti dai nostri assistiti". Ad alcuni famigliari sono arrivate le citazioni in giudizio, già fissate le udienze. Complessivamente sono circa 2,5 i milioni richiesti alle famiglie che avevano incassato la provvisionale. Lo Stato chiede di "accertare, riconoscere e dichiarare quelle somme prive di giustificazione causale". I solleciti della Presidenza del Consiglio successivi alla prima messa in mora del marzo 2015 sono stati inviati anche di recente attraverso la Protezione Civile ora guidata da Fabrizio Curcio.