Russiagate, lo scandalo che fa tremare la Casa Bianca

Russiagate, lo scandalo che fa tremare la Casa Bianca

(Teleborsa) - Si infittisce il nuovo scandalo che si è abbattuto sulla Casa Bianca e che ha coinvolto il presidente Donald Trump "accusato" di aver rivelato informazioni ritenute "top secret" al ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov e all'ambasciatore di Mosca in USA, Kisliak. Per i Dem, è l'ennesima prova che serve uno speciale procuratore, indipendente, per investigare l'intera materia dei rapporti dell'amministrazione con la Russia, fino alla coda della richiesta presidenziale a Comey per mettere tutto a tacere. Infine stanotte il colpo tirato dal New York Times: un memorandum di Comey che riporta i contenuti di una conversazione con Trump, il quale gli avrebbe chiesto di "lasciar cadere" l'inchiesta su Flynn. Sarà lui a dover far chiarezza sui presunti legami tra il comitato elettorale di Donald Trump, oggi presidente, e l'intelligence del governo russo. Trump, senza citare esplicitamente la nomina di Mueller, ha assicurato che con i russi "non ci sono collusioni" e che l'indagine lo dimostrerà. Da parte sua Comey non disse nulla a Trump sulla sua richiesta di porre fine all'inchiesta su Flynn tranne replicare: "Concordo (Flynn) e' una brava persona". Mentre i democratici sono andati all'attacco, chiedendo che Trump risponda delle sue azioni, dato che potrebbero essere stati commessi anche reati come quello di intralcio alla giustizia.

Per quanto ancora lontana come opzione, però, la parola Impeachment sta già girando in maniera sempre più insistente non solo tra le fila dei democratici, come è facile prevedere, ma anche tra quelle dei repubblicani. "Il presidente sostiene che non sia un'accurata descrizione della conversazione", ha detto Sean Spicer.

Con Donald all'angolo salgono sul ring vecchi nemici come il regista e attivista Michael Moore che annuncia un documentario esplosivo sul presidente Trump. Dopo il controverso licenziamento i giornali avevano raccontato di una cena dello scorso gennaio durante la quale Trump aveva chiesto "fedeltà" a Comey, che aveva risposto di potergli promettere soltanto "onestà".

I due senatori hanno inoltre accolto favorevolmente la nomina di Mueller, dicendo che avrebbe fornito la certezza per il popolo americano che l'inchiesta stava procedendo in modo giusto. Ha lavorato per 12 anni come avvocato federale e poi 9 anni nel settore privato, prima di diventare assistente del ministro di Giustizia nel 1989, assumendo la guida della divisione criminale l'anno successivo. Anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha replicato sottolineando che non ci sarebbe nulla da smentire, anzi "per noi non è un problema, non ha senso". "Non vedo l'ora che questa vicenda si chiuda velocemente", ha detto Trump riferendosi alle indagini sul Russiagate. Ma in fondo l'aspetto che tocca direttamente Trump sembra secondario, visto che ha il potere e l'autorità legale per declassificare le carte o condividere qualunque informazione ritenga opportuna. Non e' neanche la prima volta che Green parla di impeachment di Trump. Il che è perfettamente vero: il presidente Usa può infatti decidere autonomamente cosa è o non è segreto di stato e declassarlo all'occorrenza.