Risoluzione Unesco: stop alle distruzioni israeliane a Gerusalemme

A larga maggioranza l'Unesco ha adottato la controversa risoluzione che nega la sovranità di Israele su una parte di Gerusalemme.

I Paesi che si sono espressi in modo favorevole sono 22, tra cui anche la Russia. Dieci, tra cui l'Italia, hanno votato contro e 23 si sono astenuti. Tra gli astenuti, Francia, Spagna e India. La risoluzione critica severamente il governo di Tel Avic per i suoi progetti di insediamento nella Città Vecchia di Gerusalemme e nei pressi dei luoghi sacri di Hebron.

Inoltre invoca la fine del blocco di Gaza "senza menzionare gli attacchi" di Hamas dalla Striscia verso lo Stato ebraico, aggiungono gli israeliani.

"Non c'e' altro popolo al mondo per il quale Gerusalemme - ha detto prima del voto il premier israeliano Benyamin Netanyahu- sia cosi' importante e sacra come per gli ebrei, anche se una riunione in programma all'Unesco cercherà di negare questa verità storica".

In vista del voto, la vice ministro degli Esteri israeliana, Tzipi Hotovely, aveva chiesto ai 58 paesi membri del comitato esecutivo dell'Unesco di non contribuire a propagare "una storia falsa" dicendo "L'Unesco è stato a lungo politicizzato e purtroppo è diventato uno strumento al servizio della propaganda palestinese contro Israele".

Poco prima del voto il ministro italiano degli Esteri, Angelino Alfano, ha avuto una conversazione telefonica con Netanyahu. Queste forzature di forma sono state eliminate nella bozza approvata oggi, ma il governo israeliano sostiene che comunque resta aggressiva e politicizzata. Prima della deliberazione, nel corso di un'intervista al GrRai, Alfano aveva spiegato la decisione italiana come una "manifestazione di coerenza con quanto sostenuto l'anno scorso". Mentre per noi l'Unesco deve occuparsi di istruzione e di cultura.

Riportiamo di seguito alcuni passaggi del testo votato dall'organismo Onu. Ricorda che "ogni misura o azione" assunta "da Israele, la Potenza occupante, che voglia modificare il carattere e lo status di Città Santa di Gerusalemme, in particolare, la 'legge fondamentale' su Gerusalemme è nulla" e "va dunque invalidata senza ritardi".

Dal punto di vista culturale sono molti i luoghi santi ebraici ad essere "parte integrante della Palestina". L'Italia si è espressa contro questa risoluzione, giudicata pro Palestina.