Riciclaggio, sequestrato 1 milione di euro a Gianfranco Fini

Riciclaggio, sequestrato 1 milione di euro a Gianfranco Fini

Il provvedimento è inserito nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'imprenditore Francesco Corallo e nella quale il politico è indagato per concorso in riciclaggio. Proprio in quell'occasione Fini è stato raggiunto da un avviso di garanzia.

Sequestro preventivo di beni per il valore di un milione di euro a Gianfranco Fini da parte della Guardi di finanza, coordinata dalla Didirezione distrettuale antimafia di Roma. Secondo le tesi dell'accusa Corallo assieme a Alessandro La Monica, Arturo Vespignani, Amedeo Laboccetta, Rudolf Theodoor e Anna Baetsen avrebbero fatto parte di un'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. "I proventi illeciti conseguiti dall'associazione capeggiata da Francesco Corallo - secondo quanto riferisce la guardia di finanza - sono stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani".

La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo su richiesta della Dda di Roma per un valore di un milione di euro nei confronti dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini.

Il sequestro è giustificato dagli inquirenti per il ruolo centrale di Fini in tutta la vicenda e segue il sequestro di beni per oltre sette milioni nei confronti della famiglia Tulliani.

L'operazione si inserisce nelle indagini che vede coinvolto Fini insieme alla moglie Elisabetta Tulliani e alla famiglia di quest'ultima per vari reati tra cui il riciclaggio.

Di contro, è necessario ricordare che Gianfranco Fini il 10 aprile scorso è stato ascoltato dalla procura, in quell'occasione Fini si è dichiarato estraneo ai fatti.

Con il susseguirsi di diversi supplementi di indagini, si legge ancora dalla nota della GdF, è emerso come "Fini sia stato artefice dei rapporti che si sono instaurati tra Francesco Corallo e i membri della famiglia Tulliani, rapporti in forza dei quali costoro hanno ricevuto dal primo le cospicue somme di denaro menzionate, in assenza di qualsiasi causale logica, ovvero in presenza di causali non collegabili a reali prestazioni effettuate".