Puglia, frode su fondi pubblici destinati alle vittime del racket: 40 indagati

Puglia, frode su fondi pubblici destinati alle vittime del racket: 40 indagati

Sono questi i reati contestati ai componenti di un presunto sodalizio criminoso intorno al quale le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Lecce hanno stretto il cerchio nelle ultime ore.

L'assessore al Bilancio del Comune di Lecce, Attilio Monosi (Direzione Italia), è stato indagato per concorso in truffa aggravata nell'inchiesta che ha portato all'arresto della presidente dell'Associazione Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri, e di altre tre persone, una delle quali ai domiciliari. La presunta frode scoperta avrebbe consentito all'associazione di appropriarsi di circa 2 milioni di euro di fondi pubblici.

Quattro arresti, 40 indagati e due milioni di euro sequestrati. Le altre tre persone arrestate sono un funzionario in carica del Comune di Lecce, Pasquale Gorgoni detto "Lillino", coordinatore dell'Ufficio Patrimonio, accusato di corruzione; Giuseppe Maccarelli ex dirigente del settore finanziario del Comune di Lecce e la segretaria dell' associazione antiracket Serena Politi, che si trova agli arresti domiciliari.

La somma è stata assegnata all'associazione dall'Ufficio del Commissario straordinario antiracket istituito presso il Ministero dell'Interno. "L'associazione - si legge ancora nelle carte - nel perseguire i propri affari illeciti ed accedere ai contributi, avrebbe stipulato contratti di collaborazione con dipendenti fittizi e compiacenti professionisti, emettendo false buste paga, ovvero ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti". La portavoce dell'associazione, inoltre, ricevuta la convocazione presso gli uffici della guardia di finanza, avrebbe "istruito" alcuni suoi testimoni, affinché potessero rendere versioni difformi dal vero, per poter occultare le irregolarità nella gestione dei fondi ministeriali. Ma un dettaglio non poteva però sfuggire ai finanzieri: venivano infatti salvate le ritenute previdenziali e quelle assistenziali. Per l'utilizzo discutibile di fondi per gli arredi delle sedi di Lecce e Brindisi, sono state riscontrare dirette responsabilità da parte di alcuni amministratori comunali e dei direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazione e nei pagamenti degli interventi.

Il tutto tramite la creazione di un capitolo di spesa, sprovvisto di copertura finanziaria, per poter agevolare l'imprenditore affidatario dei lavori e consentirgli un pagamento repentino.